L’angolo della pubblicità

Vabbene, a grande richiesta l’angolo della pubblicità turistica

I Sassi di Matera: www.sassiweb.it  oppure  gbmaragno.interfree.it/

Per dormire nei Sassi di Matera: www.ilvicinato.com (chiedete di Gigi o di Teresa)

Per mangiare nei Sassi di Matera: Ristorante La Talpa, Via Fiorentini, 167 – tel (349) 3124746

A chi piace: www.onyxjazzclub.com

A chi invece ama la natura: www.parcomurgia.it

E non dite che non ve l’avevo detto, se non siete mai stati a Matera non sapete cos’è la murgia non amate il jazz pecoroni ignoranti io che ci posso fare?

Sassi fuori e dentro

Va bene, è stato il mio compleanno e non ho detto niente a nessuno.
Volevo autocelebrarmi con una autoesaltazione, poi mi sono rotta le balle e ho lasciato perdere.
Non ho ancora 40 anni, comunque, quindi non è il caso di intonare de profundis di nessun genere.
Ho passato il fine settimana nei Sassi di Matera, e mi sono estasiata.

Shel ai funerali del Papa

Shel è tornato dopo tre giorni che non si vedeva e non si capiva che fine avesse fatto.

Oggi ci ha raccontato di aver tentato di entrare in San Pietro dalle fogne attraverso il Tevere, munito di pinne e boccaglio, visto che lui ha un brevetto planetario da sub, di esserci quasi riuscito ma di essere stato bloccato dal reparto antisommossa dei Carabineri. Si è allora rassegnato a fare la fila ed è rimasto in coda per 18, capite, 18 ore, ma alla fine gli è passata vicino Condoleeza che l’ha riconosciuto e gli ha offerto di entrare insieme a lui e George.

Ah, e chiaramente lui faceva parte dei sediari che hanno portato la bara, era proprio quello dietro, l’avevamo riconosciuto?

Analisi

Le analisi prescrittemi messe una accanto all’altra sono pari all’incirca alla distanza fra casa mia e Piazza San Pietro. Però ci sono delle buone notizie, eh: non ho la pressione bassa, perchè “tende pericolosamente all’altino” mi rassicura il mio cerusico di fiducia. E poi la crosticina che ho sul capezzolo sinistro non è un principio di tumore, come ero convinta io, ma una banale psoriasi curabile con una cremina a base di cortisone.

Non mi resta che pisciare nel vasetto, dare il braccio all’ago della scienza e attendere con pazienza i risultati.

E mò basta

Tra sabato e domenica:

1. mi sono strappata tutto il pelo superfluo con l’aiuto di cere appiccicose e di una specialista all’uopo compensata;
2. mi sono fatta limare, levigare, smaltare le unghie delle mani dalla medesima specialista;
3. per strafare, stamattina mi sono lavata la faccia con il sapone con la sabbietta, perchè pare che elimini le cellule morte, e poi sulle cellule rivitalizzate ho sparso in abbondanza una roba fluida trasparente che mi dicono antirughe.

Oggi vado dal mio medico curante e senza alcun timore mi faccio prescrivere X analisi atte a dimostrare che ho – o che NON HO – un problema con la tiroide e/o con gli ormoni e/o con quello che al sadico verrà in mente, al fine di poter avviare acconcia lunga estenuante avvilente cura dimagrante.

In settimana la medesima specialista di cui sopra ha accettato di mettere periodicamente le mani sul mio corpo ignudo e smanacciarlo e manipolarlo onde migliorare se non l’estetica del corpo medesimo – che per quello ci vorrebbe una fresa elettrica – almeno l’umore della psiche sottostante.

Se non è volersi bene questo …

Che sei tornato a fare?

Lui torna a primavera. Si piazza sotto le mie finestre, e canta di notte.
L’anno scorso ho ricevuto come un dono quel canto d’amore, l’ho inseguito, sono uscita sul balcone alle 3 del mattino con la neve per ascoltarlo e commuovermi.

Stanotte è tornato. Ha cantato tutta la notte, con punte di virtuosismo fra le 4 e le 5 del mattino. Ho pregato che smettesse, ho messo la testa sotto il piumone, ho alzato il volume della tv accesa sull’ennesima biografia papale pur di non sentirlo. Avrei voluto sgozzarlo con le mie mani. Perchè mi canta tutta la mia disillusione, mi canta l’amore che non sento più, mi dice che si può essere felici mentre io sono sul fondo di un’infelicità pressochè assoluta. Perchè mi ricorda che l’anno scorso di questi tempi tutto mi pareva possibile, ora non mi pare possibile più niente.

Vattene, usignolo o merlo o che cazzo sei della malora. vai a cantarti la tua merla da un’altra parte. Se ritorni ti prendo a bottigliate.

L’Architetto e il pc

Io >chi cazzo ha usato il mio computer?
S. > ….
Io >lascia stare, lo so chi è stato, lo capisco dalle icone ridotte a capocchie di spillo. L’Architetto. [ve lo ricordate? n.d.r.]
S. >secondo me fai meglio a farlo esorcizzare
Io >il computer o l’Architetto?
S. >fai tu

Ci sbellichiamo dalle risate per diversi minuti pensando ad un prete che benedice il mio pc ed esso che si torce su se stesso, sputa bava verde dalle fessure del floppy e bestemmia. No, anzi bestemmiare non può perchè dall’ultima volta che l’Architetto ha messo le mani sul mio pc l’audio non funziona più, inesistente, inattiva l’icona del volume, come se qualcuno gli avesse strappato le scheda audio (che invece c’è) lasciando i fili penzolanti.

Vi risparmio quello che l’Architetto è stato capace di fare al SUO pc. Un tecnico informatico ogni volta diverso fa la sua comparsa in ufficio in media ogni tre giorni, sempre con lo stesso obiettivo: riparare una macchina inutilizzabile, quella dell’Architetto. Di solito ci riesce, dopo aver formattato tutta la Madonna santissima e aver bloccato la rete per tre ore. In 48 ore l’Architetto reinstalla tutto, e usa la postazione per n° 2 ore, trascorse le quali un altro inaudito improponibile problema si presenta, qualcosa tipo: “Excel parte, poi si blocca e mi blocca tutto, non posso nemmeno spegnerlo se non strappando la presa dalla spina” oppure “Il pc parte, poi lo schermo diventa fucsia a puntini e compare la scritta Hasta Siempre Comandante e si sente un rutto”. L’azienda ha perfino proceduto all’acquisto di una nuova postazione, che ha fatto esattamente la fine della postazione senior.

Da circa un mese l’Architetto si è dotato di un mostruoso inumano disco fisso portatile (si noti l’ossimoro) col quale gira tenendolo sotto il braccio come l’autoradio negli anni ’70 ed elemosinando pc a cui attaccarlo per lavorare, in attesa che l’ennesimo tecnico termini l’ennesima formattazione.

La santa Pasqua!

Mi space per il guru, ma fare la morta mi riesce malissimo.
Questo non vuol dire che io stia bene, l’immagine mentale che più mi gira in testa in questi giorni è quella vignetta di Altan (o ElleKappa? no, Altan) nella quale un personaggio dice “Potrebbe andare peggio” e l’altro risponde “No”.

Mi salverà come sempre la sana ironia / vena umoristica che mi porto dentro come un marchio di fabbrica, ce l’hanno uguale mia sorella, mio nonno buonanima, mio cugino.

Buona Pasqua a tutti.

Elaborare il lutto

Elaborare il lutto, dice il guru.
Visto che è lunedì, prendiamo la settimana santa come riferimento, paradigma culturale, se non spirituale, per farlo. Visto che non credo.
Seppellirsi nella famosa buca del terreno fino a Venerdì.
Morire, dando fondo alle sofferenze, scendendo in fondo al pozzo del dolore che provo.
Sparire dalla circolazione per tutto Sabato.
Domenica, risorgere, concedendomi una passeggiata, aria, sole sulla faccia. 
Lunedì magari mare, amici, “persone che mi facciano stare bene”.

Cambiare scheda al telefono non è obbligatorio ma sarebbe auspicabile.

E’ razionale tutto ciò, lui fa il suo dovere di guru.
Ma mi strazia, si può dire?

Delirio, ancora

Esiste un limite all’amore dettato dalla dignità?
Si può amare un uomo di cui non si va fieri?
Si può sprofondare nell’infelicità perchè non si riesce – fisicamente, credetemi vi prego – a fare a meno di quell’uomo e però si sa che l’unica cosa sensata e sana e ragionevole e dignitosa da fare sarebbe dimenticarlo?
Si può amare un uomo che tutti giudicano un pazzo?

(segue)