Diario americano / 1

E va bene, sono arrivata.

L`aereo anche se sbattendosi come una puttana soprattutto negli ultimi venti minuti e` atterrato con un salto del cazzo sulla pista strappandomi un urlo che ha consentito all`intero contenuto umano del Boeing 747, steward compresi, di prendermi per il culo nei 15 minuti successivi. Al momento di uscire dall`aereo e affrontare in camminamento in moquette uno di loro, il piu` stronzo di tutti, mi ha detto “Stia attenta signora, questa e` la parte piu` pericolosa del viaggio“. Spero ti prenda la cagarella sull`Oceano, al ritorno, e per una turbolenza l`armadietto che contiene la carta igienica si incastri definitamente e non si apra piu`.

Comunque. Sono qui. In mezzo a ettari sconfinati di verde rasato come una moquette, in mezzo al quale sorgono all`improvviso case che sembrano castelli di fate fatte con i mattoncini Lego, le case di Edenlandia, che non possono essere vere e invece lo sono, portico, torrette, guglie tutto coperto di mattoni grigio pietra, e finestre con le persiane verdi dalle quali sicuramente si affacceranno Hansel e Gretel e invece si affacciano signore bionde o nere che vanno a buttare la spazzatura passando accanto all`immancabile bandierone stellestrisce piantato in mezzo alla moquette erbosa.

Da tre giorni guido la macchina di mia sorella che ha il cambio automatico, una cosa magnifica se per caso ti mancano il piede sinistro e il braccio destro, che di fatto non ti servono e potrebbero essere usati per scopi migliori, il braccio destro soprattutto, ma guido da sola e tocca accontentarsi. Ho imparato amemoria tre strade, una per il supermercato, una per il parco pubblico e una per andare a prendere lei in ufficio. Non sia mai ne chiudono una per lavori, sono fottuta, girero` in tondo per St. Louis finche` la polizia non mi arresta.

4 risposte a “Diario americano / 1”

  1. e` vero, ma non e` un vero cambio, serve per ingranare solo retromarcia e marcia avanti, per il resto e` come la macchinina degli autoscontro, accelera e vai, freni e ti fermi 🙂

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