Avvocà, voi dovete capire

Il personaggio di oggi non appartiene alla schiera di eletti che fanno parte in modo stabile di questo radioso ufficio. Però lo vediamo abbastanza spesso. E’ il cosiddetto ” ‘ntravelatonze “, parola difficilina da pronunciare del mio pesante dialetto e che alla lettera viene tradotto  con “intorbidatore di pozzanghere”, ovvero colui il quale, smuovendo l’acqua di una pozza piovana, riesce a non farne vedere più il fondo. Il sarcasmo è sottile, ma si coglie: si sottintende anche che l’uomo in questione è una scartina che si atteggia però a pezzo da novanta, appunto confondendo le acque.

Il Nostro è un uomo politico locale, di professione avvocato, celebre fra noi per i seguenti atteggiamenti:

1. quando entra nel nostro ufficio, a qualunque ora, in qualunque giorno, è sempre incollato al cellulare, nel quale parla a voce altissima; dal momento che è statisticamente impossibile che riceva SEMPRE una telefonata nel momento preciso in cui bussa al nostro campanello, sospetto che si faccia chiamare apposta o che la telefonata sia finta, appunto per dare l’impressione della massima vitalità politico – gestionale;

2. quando telefona, alla cortese risposta ufficiale “Azienda X, buongiorno”, sospira un secondo e poi con tono baritonale e rassegnato pronuncia il nome di battesimo del nostro capo. E basta. Senza nemmeno una intonazione di domanda. Senza mai sognarsi di dire “Sono Y, potrei parlare con X?” o una qualunque delle centomila formule di cortesia utilizzate da chi chiama in un posto diverso da casa propria. La cosa mi fa talmente incazzare che quando capita a me di rispondere uso una delle seguenti formule: “Qui non lavora nessuno con quel nome, mi dispiace” ( e metto giù); “EHHH?????” (col tono di chi vuole dire “ma che cazzo stai dicendo?”)  oppure “Ma lei chi è, scusi?” abbaiato col tono di Condy Rice durante l’antirabbica.

Il rimestatore di pozzanghere porta un doppiopetto coi bottoni dorati, un cellulare che ha una suoneria da discoteca, la barbaccia e capelli medio lunghi da finto ex rivoluzionario ora convertito al verbo dell’Unto; fa parte di uno di quei partitelli del cazzo che non contano niente, nemmeno in sede locale, ma fa credere che senza di lui il mondo politico regionale crollerebbe come un castello di carte durante il terremoto del 1980.

A suo merito posso dire che pur avendomi indentificata come la risponditrice folle, mi sorride complice e  mi strizza un occhio ogni volta che passa davanti alla mia stanza (parlando al cellulare, ovviamente). Non manca un pò di senso dell’ironia, al ragazzo, oppure si diverte alle mie risposte e esordisce apposta così.

Che sia innamorato? 🙂

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