Impaziente

Ho maturato la convinzione che l’attesa di un evento piacevole ragionevolmente certo è di gran lunga preferibile al verificarsi dell’evento stesso. Che scoperta del cazzo, lo sapeva già pure Leopardi. Ma leggerlo in una poesia è un conto, provarlo sulla propria pelle per poi poter dare ragione a Leopardi è tutt’altra sensazione.

 

Diverso il caso se l’attesa riguarda un evento non certo, quella è straziante, e io, che sono per natura iper impaziente e iper impulsiva, sono fisicamente incapace di aspettare se non so esattamente QUANTO dovrò farlo. Fra i numerosi coccodrilli scritti per la morte di Giovanni Agnelli, ne ricordo uno che sottolineava la sua quasi patologica impazienza: andava a sciare, ma non più di un’ora, andava in vacanza, non più di due giorni, insomma era uno con lo stufamento rapido, quasi ossessivo. Con malcelato orgoglio mi sono riconosciuta nel ritratto 🙂  Infatti sono famosa per portare solo con grande fatica a compimento impegni per i quali mi ero entusiasmata dapprincipio, pessimo difetto dal quale cerco di emendarmi con l’età.

 

Adesso aspetto una partenza, per me piuttosto dolorosa; la persona che parte tornerà a Natale, e già pregusto questi mesi di attesa, molto più leggeri e piacevoli dell’arrivo, e dell’attesa della ripartenza.

 

Ho fatto un casino, sono gli antibiotici, credo ….

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