L’Architetto

 Stamattina parlavo con la mia collega di stanza che mi confessava di avere bisogno di un oculista, però non voleva spendere un occhio della testa (ahah). Ha chiesto consiglio all’Architetto, che vive nella sua stessa città, che non è quella dove c’è l’ufficio, e lui le ha dato un nominativo. Con la tabella con l’importo di tutte le parcelle fatte pagare dal professionista negli ultimi dieci anni e un grafico previsionale degli aumenti delle parcelle nei prossimi sei mesi. E un file .jpg con la mappa per arrivarci.
L’Architetto è fatto così. Ha sul suo computer una tabella con i prezzi della benzina degli ultimi dieci anni. Un database con l’indicazione dei suoi viaggi di lavoro degli ultimi quindici anni, data, ora, destinazione, spese sostenute (caso mai qualcuno dovesse commettere un omicidio e far ricadere la colpa su di lui, avrebbe la possibilità di costruirsi un alibi: “Quel giorno ero in viaggio per lavoro”). Utilità sul suo desktop che servono a convertire file Wordstar (un formato in disuso in tutto il mondo da circa dieci anni) in un qualunque altro formato di videoscrittura.
E’ un motore di ricerca umano: come lo zio Nevio di Benni, basta dire una parola qualunque e lui sforna venti minuti di nozioni sull’argomento, da cui poi, con un pò di pratica, si può risalire alle informazioni veramente utili che si stavano cercando.
Putroppo il rapporto fra la ridondante quantità di informazioni e la loro organizzazione per l’utilizzabilità a scopo operativo sono, come spesso accade, inversamente proporzionali, per cui il tasso di concludenza e senso pratico dell’Architetto tendono paurosamente a zero. Pochi giorni fa gli ho chiesto se aveva l’elenco aggiornato dei Comuni compresi nella perimetrazione di un certo Parco Nazionale. “Certo” mia ha detto, e mi ha teso orgoglioso un CD, nel quale c’erano:
a. un file .jpg di circa 35 megabyte, che il mio computer ha faticosamente tritato, poi si è bloccato. Ho dovuto farlo ripartire, riprovare con un altro programma, risettare tutto, riprovare la terza volta per avere ragione del mostro. Il file mostrava una cartina aereofotogrammetrica della mia regione, scannerizzata in scala 1:3.500.000 (in pratica grossa come una carta da gioco), con alcune chiazze rossastre che corrispondevano ai comuni facenti parte dell’area del Parco. Solo il buon Dio avrebbe saputo dire a quali Comuni corrispondevano.
b.  un file .jpg  di circa 40 megabyte (quindi calcolate tutte le difficoltà già descritte al punto a., + 15%) assolutamente identico al precedente.
E lui è convinto di avermi risolto il problema …

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