Studiate, crape!

Per lavoro, mi capita di dover studiare la legge 28 Marzo 2003, n° 53, archiviata anche come “Riforma del sistema scolastico”. Ne discuto con il mio compagno, che è un insegnante. La conclusione a cui arriviamo si può riassumere come segue: 

1. l’istruzione è un diritto/dovere fino al raggiungimento di una qualifica, purchè entro i 18 anni;

 

2. il diritto all’istruzione e alla formazione è assicurato per “almeno dodici anni”, nei quali sono compresi i 3 anni della scuola d’infanzia, i 5 di scuola elementare, i 3 di scuola media, per un totale di 11 anni; quindi fino al compimento del 15° anno, si ha diritto ad andare a scuola, oltre il quale poi si può optare per proseguire con l’istruzione liceale,  quella tecnico – professionale o ad una cosa ibrida scuola/lavoro, regolata dalle Regioni;

 

3. alla fine del periodo infanzia/scuola primaria, ovvero fino ai 14 anni, ovvero dopo 11 anni di scuola dell’obbligo statale, si può optare per un regime qualsiasi fino ai 18 anni, oppure chiudere con una qualifica anche prima del 18° anno, solo che, mentre si quantifica la durata massima della qualifica (quattro anni), non si  quantifica la durata minima (un anno?) per completare i dodici e ritenere soddisfatto l’obbligo all’istruzione (art. 68 comma 2 lettera pag. 15).

 

Tradotto in italiano:

 

1. fino ai 14 anni siete pregati di non fare un cazzo e di non rompere le scatole;

 

2. dai 14 ai 18, se volete PAGARE per frequentare l’Università, venite al Liceo Statale dove vi faremo un culo così solo per entrare, ovvero sborsate i SOLDINI e andate ad una delle tante scuole cattolico/private che istituiremo per far arrivare soldi alla malavita locale.

 

3. tutta la monnezza che attualmente non vuol fare un cazzo e che si iscrive ad es. agli Istituti Tecnici, si accomodi cortesemente alle discariche comunal… pardon, regionali, che almeno verranno usate come alibi per far arrivare tangenti e finanzamenti ai politici locali….

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