Bassanini / 1

Testo di un volantino comparso nella mia buca della posta qualche giorno fa.

“Si comunica che per permettere il rifacimento della pavimentazione antistante l’ingresso delle rimesse interne di Vs. pertinenza con relativa rete di raccolta acque meteoriche, si renderà necessario interdire la transitabilità veicolare alle rimesse stesse a far data dal 17/03 al 20/03”

TRADUZIONE: siccome dobbiamo fare rifare i tombini, non potrete entrare in garage per tre giorni.

“Si comunica altresì che, dovendosi procedere alle operazioni di collaudo statico della costruenda passerella pedonale, l’ingresso veicolare alle pertinenze condominiali aventi accesso su Via X sarà interdetto dalle 7:00 alle 18:00 del 20/03”

TRADUZIONE: siccome ne approfittiamo per collaudare la passerella, il giorno 20/03 non potrete entrare neppure nel vialetto condominiale.

“Ringraziandovi per la collaborazione si coglie l’occasione per porgere anticipatamente le proprie scuse per i disagi che le SS.LL. ill.me avranno a subire”

TRADUZIONE: Cazzi vostri dove metterete la macchina.

Benvenuti

Ci sono voluti un pò di giorni per tirare su questa meraviglia, e il trasloco non è ancora proprio definitivo, ma lo sarà nel prossimo fine settimana, almeno spero. Che ve ne pare? La circense è cresciuta ed è con un pò di rammarico che ho lasciato la confortevole casetta splinder, ma è arrivato il momento di affrontare il mondo che c’è fuori da una stanza d’ufficio, cosa che peraltro avveniva da un pò, e forse non ha mai smesso di avvenire.

Ho messo perfino un pò di accrocchi atti a farmi rintracciare dal vasto mondo “social”, e ne approfitto per elevare un sentito peana di ringraziamento a Giancarlo Riviezzi & His Band che hanno messo in piedi il tutto con infinita pazienza anche di fronte a richieste palesemente assurde e incongrue.

Benvenuti ….

E di nuovo cambio casa…

.. di nuovo cambiano le coseeeee …..

Carissimi tutti,
aggiornate i vostri links e fate una standing ovation al prode Giancarlo Riviezzi e alla sua Generazione Zero, che con infinita pazienza ha tenuto dietro alle follie della vecchietta qui presente e mi ha tirato su una casetta nuova, stuccato e ridipinto le pareti, messi i quadri, traslocati tutti i vecchi mobili e aggiunti di nuovi.

Da oggi mi trovate a

WWW.CAMBIANEVE.NET

dove troverete anche tutti tuttissimi i vecchi post di ormai quasi 5 anni di elucubrazioni e cazzi miei.
Vi aspetto tutti.
Baci

Ho messo via ….

Sto chiudendo un pò di pacchi, mettendo via i gioielli in un posto sicuro, coprendo con lenzuola divani e mobili. Mi sto preparando ad un trasloco: la circense sta per andarsene in una casa tutta nuova ancora odorosa di vernice dalla quale vi stupirà con effetti speciali, ma non troppi perchè il troppo stroppia. Sto tentando ad esempio di capire la fondamentale importanza di avere un account Twitter, ma non mi hanno ancora convinto.

Un grazie di cuore a Giancarlo & la sua band che sto rincoglionendo di mail che hanno tutte per oggetto

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“Richiestine – ine – ine” tutte, lo ammetto, puntualmente esaudite.

Cepu? Ci ho andata anche io! / 2

In TV, un normale quiz televisivo.

Le concorrenti sono due: una ha 19 anni e fa l’ultimo anno di scuola superiore, l’altra è sui 35 e fa la direttrice di una azienda proprietaria di navi da crociera (più o meno, non sono stata attentissima). Parla esattamente come Cocò Chianel, la stilista milano-calabrese di Black Out (Radio Due), e  scuote sicura del suo fascino la meravigliosa capigliatura.

Queste alcune delle domande e risposte date, nell’ordine in cui me le ricordo:

  • dovendo indicare quale cibo è arrivato sulle noste tavole dal Nord Europa, la signora delle crociere scarta decisamente il baccalà, e fra patate tacchino e pomodori sceglie sorridendo, sicura del fatto suo, “la semplice patata”; quando il conduttore le comunica che ha sbagliato, e le parla del baccalà, dalla faccia sinceramente stupita e sorpresa che fa, si capisce  non solo che per lei il baccalà non proviene dall’Europa del Nord, ma anche che probabilmente le giunge del tutto nuovo che si tratta di merluzzo essiccato;
  • miss Liceo, grandi occhioni blu, scuote la testa senza rispondere, con un bel sorrisone, timido quando il conduttore visibilmente sconfortato le chiede se sa chi è Claretta Petacci. Ovviamente ignora totalmente anche chi siano Evita Peron e Anastasia Romanova, figuriamoci;
  • buio totale di miss Liceo anche su Sherlock Holmes, Mandrake, Mr. Hyde e Arsenio Lupin;
  • la signora delle crociere indica con sicurezza “la cronaca rosa” quale argomento abitualmente trattato nella terza pagina dei quotidiani fino agli anni ’50, scartando con grande sicurezza la cultura (“non mi pare proprio”), la politica e l’economia.

A fronte di tutto questo, ignorare che l’unica cantante il cui nome d’arte deriva da un verso dantesco è Patty Pravo (le altre erano Orietta Berti, Raffaella Carrà e Dolcenera) e quindi non avere mai, in vita loro, sentito il verso

“Guai a voi, anime prave! Non isperate riveder lo cielo (etc..)”

e  dunque ignorare chi sia  Caronte e forse anche Dante, è quasi un peccato veniale.

Per la cronaca, ha vinto Miss Liceo, che di fronte a questa ecatombe ha azzeccato per puro culo una unica risposta su cosa verrà proibito di produrre in Cina dal 2008 per limitare l’inquinamento (risposta: le buste di plastica).

29 Febbraio, 2008

Una banale giornata di lavoro. Qualche incazzatura, perchè si cerca di prendermi per i fondelli. Qualche soddisfazione, come ogni giorno. La presentazione della lettera al Presidente per essere stabilizzati. Me lo ricorderò, che era il 29 Febbraio?
Nel 2004 era domenica, nel mio diario ho annotato che ho passato la giornata a cucinare e a cercare di digerire quello che avevo cucinato. Pantani era morto da 15 giorni e ancora nessuno se lo era scordato. Mi ricordo perfettamente dove ero, il monolocale con soggiorno e angolo cottura dove contavo giorni inutili, inutili sia i giorni che passavano sia il conteggio che ne facevo. Ricordo con grande chiarezza quanto ero infelice, anche se non lo sapevo, anche se il peggio doveva ancora arrivare.
Nel 2000, ho un buco. Nessuna annotazione, niente di niente, chissà dove l’ho scritto. Ma che potevo star facendo? lavoravo, come un mulo, all’epoca. Tanta fatica e pochi soldi, e la soddisfazione di aver fatto bene qualcosa bisognava raccontarsela da soli, che nessuno ti diceva niente. Oddio, non che oggi sia diverso, talvolta non c’è manco la soddisfazione.
Nel 1996, altra comune e banale giornata di lavoro, diversissima da questa, che ho scrupolosamente annotato nell’agenda di allora. E’ buffo, ignoro totalmente, a rileggerle oggi, chi siano le persone che ho nominato in quell’appunto. Ricordo solo che si trattava del progetto di una fontana, che adesso fa bella mostra di sè (vabbè, bella, carina, diciamo) in una piazza centralissima della città.

Nel 1992, ero a Firenze, ospite di un’amica che aveva casa a Piazza Santa Maria Novella, 2. Praticamente aprivi le finestre e ti trovavi in faccia una delle chiese più belle del mondo, e a me pareva un miracolo. Mi sono svegliata presto, mi sono vestita e sono uscita a spasso per Firenze la mattina presto, una mattina di quasi primavera, un pò umida, un pò fredda ma col sole. Ricordo bene la sensazione di totale libertà, il meraviglioso straniamento di fare la turista senza esserlo veramente. Ero senza una lira in tasca, quasi letteralmente, eppure ero – forse – più felice, mi pareva che tutto dovesse ancora succedere.
Infatti.

Tolleranza zero

Schizzano in testa alla classifica delle mie intolleranze le persone che leggono dieci versioni diverse dello stesso documento COMUNE, su ognuno di esse sono capaci di esprimere critiche e riserve, dubbietti e correzioni, fino ad arrivare a: “Ma chi ha deciso che dovevamo scrivere questo?”  ma se richiesti, mortacci loro, di scriverlo da soli, se proprio sono così bravi, rispondono subito: “Ah, no, io non posso perchè sono impegnata / sono fuori“. E sei fuori sì, imbecille. 

A proposito di qualità della stampa locale …. (e di magistratura)

Un deputato della mia regione viene indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso. E’ accusato di aver avuto un certo numero di voti in cambio di appoggio ad aziende collegate alla ‘ndrangheta perchè vincano appalti pubblici.
Un’accusa grave.
La storia va avanti, con aggiornamenti periodici, per circa tre anni.

Qualche giorno fa uno dei tre quotidiani locali dà la notizia del rinvio a giudizio dell’onorevole in questione. Scorno e sconforto per l’onorevole, e per le persone che gli vogliono bene. Nella pagina successiva si fa l’elenco dei candidabili per le elezioni del 13 Aprile, e c’è anche il suo nome fra i sicuri del rinnovo della candidatura. Scorno e discredito sul partito, che sta facendo della non candidabilità degli inquisiti il suo punto di forza.

Ieri, un altro dei tre quotidiani locali esce con caratteri cubitali raccontando quella che a tutt’oggi sembra essere l’incredibile verità: il deputato è vittima di un errore giudiziario. Il suo nome (e quello di un altro) erano stati stralciati dall’elenco dei rinviati a giudizio, perchè palesemente estranei ai fatti contestati. Estranei anche agli occhi del gip. All’atto della trascrizione materiale dei nomi, però, qualcuno (ma chi?) fa incredibilmente un errore e su 40 indagati dimentica di stralciare quei due nomi, e li inserisce nell’elenco dei rinviati a giudizio.
E’ necessario che vi dica che di questa notizia sul primo quotidiano, quello che ha infamato alla grande il deputato, e sul terzo, non c’è la benche minima traccia?

E chi paga adesso lo sconforto di questi 3 giorni? Chi risarcirà il deputato dell’ansia di leggere sui giornali notizie diverse, e ben più gravi, di quelle che gli dava il suo avvocato? Poteva essere il caso, magari, di sentire il deputato, prima di sparare su di lui, e solo su di lui, fra ben 40 indagati? Si poteva evitare di dare tanto risalto ad una notizia che a tutt’oggi appare infondata? Pura sfiga del giornalista o malafede? C’è qualche giornalista all’ascolto che mi vuole rispondere, magari dando un parere di

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merito sull’operato di questi suoi colleghi?

Family ties

Un pomeriggio piovoso, e umido.
Sentimenti difficili da raccontare, così stratificati che non è più possibile capire dove finiscono e dove iniziano, sai solo che quello dominante è la tenerezza, e l’istinto di protezione.

Abbiamo lottato, mamma, ancora una volta tutti insieme.
Abbiamo vinto, forse, papà. Ci basta un pò di fortuna, e avremo vinto.
 
Io sono rimasta qui, e mi prendo tutto il bello e anche tutto il brutto di essere qui, le angosce trattenute, le preoccupazioni strette fra i denti, le difficoltà a costruirmi un futuro, va tutto bene ma anche no, la stanchezza che mi prende quando taglio un qualunque traguardo, e il sollievo nel pensare – oggi per la prima volta – che per vivere meglio, alla fine, basta non fare sogni troppo più grandi di me.
 
L’immagine che mi rimane di questo difficile pomeriggio sono due vecchietti un pò curvi, coi capelli bianchi che si allontanano nella penombra a braccetto, ancora una volta insieme contro il mondo, scendendo per la milionesima volta le stesse scale, come nella poesia di Umberto Saba, ancora uniti, ancora insieme contro il mondo, come da quasi 50 anni a questa parte.

Io riesco solo a pregare che campino ancora 200 anni, e bene, più di me, più di tutte i dolori le rinunce le umiliazioni le sofferenze.

E a fine di questa giornata, pure bestemmiare perchè non riesco a inserire nel fottuto blog le strafottute slides è un modo di rilassarsi. Alla fine ci sono riuscita, grazie Giancarlo, anche se non nel modo perfetto che avrei voluto, maledetta me e le mia sete di misurazione con asticelle sempre troppo alte, ma ci sono riuscita.
Ci vuole tanta pazienza, per vincere, vero, papà?