Law and order

Manifestazione dei forestali davanti agli Uffici nei quali mi onoro di prestare la mia opera professionale. Ne sono attesi almeno 3.000, già dalla mattina hano sgombrato un piazzale per i pullman, bloccato le strade, fatto affluire forze dell'ordine variamente colorate. Pare sia necessario per legge, anche se a me sinceramente i manifestanti non fanno granchè paura, non sono quasi mai arrabbiati, piuttosto sono rassegnati, attuano politiche di pressione passiva, non attiva, insomma a me non pare quasi mai necessario tutto 'sto spiegamento di forze. Ma tant'è.

Gli Uffici sono sparsi in più palazzine, e quindi per accedere all'interno del sacro recinto ci sono almeno 5 accessi, fra automobilistici e pedonali. Per regolamento, in presenza di manifestazioni ad un certo punto tutto viene sbarrato. Per non consentire al forestale eventualmente esagitato di entrare e minacciare il Presidente con una roncola. Ora immaginate il contesto: forze dell'ordine sparse ovunque, dentro e fuori, con mezzi blindati neri, azzurri, grigi, a strisce; un ufficio pubblico funzionante a pieno regime, con i suoi 5.000 e passa impiegati e i loro mezzi di locomozione che devono entrare e uscire.

E su tutto, un ferale imprudente “ordine della Questura” che impone ai vigilantes di “non aprire a nessuno”.
Per molte delle menti diversamente brillanti che accolgono l'ordine, “Non aprire” vuol dire non aprire. Nè per entrare, nè per uscire. “A nessuno” vuol dire a nessuno. Neppure alle forze dell'ordine. Neppure ai colleghi che devono entrare al lavoro, o uscire per tornare a casa.

Ho modo quindi di assistere personalmente alla seguente scena.

La sottoscritta percorre la solita rampa per uscire, chiusa in fondo con un robusto cancello. Casualmente, intorno a lei, incamminati nella stessa direzione, ci sono 5 Carabinieri in assetto antisommossa: giubbotti antiproiettile, armi, stivali, caschi.
Glom.
Chiedo con un filo di voce (le divise mi mettono sempre soggezione, mi sento istantaneamente colpevole quando le ho intorno) se mi apriranno il cancello per uscire. Quello che sembra il capo con voce profonda e accento del sud della Puglia mi dice di non preoccuparmi, di andare con loro. Sicuro, autorevole. Antisommossa. Abituato a trattare coi blackbloc.

Mentre ci avviciniamo al cancello, dall'altro lato, in entrata, si ferma una macchina della Polizia.
Non gli viene aperto.
I poliziotti scendono e si avvicinano dubbiose al cancello, scoprendo che c'è un videocitofono. Bussano.

La foto del momento quindi è: 5 carabininieri agguerriti da una parte (e io), 4 poliziotti dall'altra. In mezzo, un robusto cancello di metallo. Chiuso. Il poliziotto al citofono, quando dall'interno del Palazzo gli viene risposto, scandisce “DIGOS”, sicuro che basti. E dall'altra parte, incredibilmente, giunge la risposta:

“Mi spiace, non posso aprire a nessuno” e chiudono la comunicazione.

A me viene istantaneamente da ridere: 9 marcantoni in divisa, messi lì apposta per tutelare la nostra sicurezza, e quelli che sono dentro non possono uscire, e quelli che sono fuori non possono entrare. Vengo fulminata con lo sguardo dal capo degli antisommossa, mentre tutti gli altri si guardano le scarpe, o si tolgono inesistenti pelucchi dalla divisa. La “Digos” fa un altro tentativo, e stavolta non rispondono neppure. Per toglierli dall'imbarazzo, dico loro che non importa, conosco un altro varco, che forse è presidiato da un umano, e me ne vado lasciandoli lì a guardarsi attraverso il cancello. Non so come sia finita.

Nel pomeriggio apprendo che c'è stato più di un surreale dialogo attraverso il videocitofono come il seguente:

“Driin”
“Ciao, Maria”
“Ciao, Pietro. Mi apri?”
“Mi spiace, non posso far entrare nessuno. Ordini della Questura”
“Pietro, mai ti sei rincoglionito? Sono Maria, ci vediamo tutti i giorni, lavoro nella stanza affianco alla tua guardiola!”
“Non posso. Ordini della Questura”

(e così via, fino a che la Maria di turno non si incazza, fa il giro da un'altra parte, dove trova un vigilante un po' più sveglio, entra e piomba su Pietro facendogli cadere i capelli a forza di urla).

E' bello, sapere che queste ferree razionali organizzazioni e questi eroi garantiscono la nostra sicurezza.

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