L'obiettivo degli obiettivi (friday blues)

Ecco, alla fine la meta più ambita, l'obiettivo degli obiettivi dovrebbe essere questo: che possano diventare così interessanti (intelligenti/acute/divertenti/competenti) le cose che uno dice o scrive, che nessuno faccia più caso al contenitore dal quale escono. L'azzeramento della vanità formale ed estetica a favore dell'innalzamento a mille della vanità contenutistica. Chi faceva caso al fatto che Alda Merini fosse vecchia e sfatta? O al fatto che la faccia di Miriam Mafai fosse un concentrato di rughe e avesse la bocca un po' storta? Tutti avrebbero giurato che erano bellissime, perchè folgorati dalle cose che queste donne meravigliose – due fra tante, tra quelle che adoro – dicevano, o scrivevano. Sarei tentata di aggiungere alla lista anche quella culona di Angela Merkel, ma lì l'azzeramento dell'importanza dell'estetica ha a che fare con l'esercizio del potere, che è una cosa diversa, e non c'entra con quello di cui sto parlando io.
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Che sarebbe poi l'esatto contrario dell'obiettivo della Ruby o della Minetti di turno, nelle quali l'estetica del contenitore è (deve essere) così abbagliante che nessuno fa più caso alle stronzate che escono da quelle boccucce (rifatte).

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