La voliera infernale

Lavoro molte – forse troppe – ore al giorno in una stanza che dà su un corridoio sul quale danno molte altre stanze. Insomma, ho stanze di colleghi a portata di voce. E di orecchio, purtroppo, aggiungerei (il senso di questa desolata aggiunta sarà chiaro fra qualche rigo). Ciascuna di questa stanze è dotata di uno, talvolta due, talvolta addirittura tre telefoni fissi, da scrivania. Le scarse risorse a disposizione nell'Ente pubblico proprietario di stanze, scrivanie e telefoni ha fatto sì che nel tempo fiorissero sulle suddette scrivanie modelli e tipologie di telefoni fra i più disparati: si va dal vecchio Sirio Sip bianco e azzurro a cordless rosa con le farfalline a cordless normali a telefoni da ufficio grigi dati in dotazione da Telecom nel 1995 e mai più sostituiti di cui restano pochi sparuti esemplari per lo più nelle stanze dei dirigenti, a mostri ipertecnologici pieni di bottoncini che servono a molte cose tranne che a chiamare qualcuno.

Tutti essi telefoni sono però accomunati da una caratteristica: si può cambiare la suoneria.

Vorrei rifletteste per un attimo sull'abisso di perversione che si può aprire nella mente di un impiegato pubblico a cui è data libertà di scegliersi la suoneria del telefono. Abbiamo trilli, trilli acuti, trilli a singhiozzo, trilli bitonali, musichette semplici, musichette complesse, colonne sonore di film, arie d'opera. E il tutto sarebbe ancora passabilmente sopportabile se non venisse accoppiato ad un'altra perversione, di cui sono preda gli utenti, i cosiddetti cittadini, e in misura minore gli stessi impiegati pubblici di cui sopra, quando devono chiamare un collega: la cosiddetta “sindrome della perseveranza”, nota anche come la sindrome del “se lo chiamo abbastanza a lungo, prima o poi risponderà” o anche del  “potrebbe essere nelle vicinanze, meglio insistere“, e che si declina nel seguente modo:

  1. sono un cittadino, chiamo al telefono un impiegato pubblico
  2. non risponde al primo squillo, e nemmeno al secondo
  3. faccio squillare: tre, quattro, sette, dieci, duecento volte, o fino a che non cade la linea
  4. non risponde, riattacco
  5. richiamo dopo dieci minuti
  6. ripeto dal punto 2.

MA CHE MINCHIA FAI SQUILLARE??????  ma ci sei stato centordici volte, in questi uffici! LO SAI che fra il braccio dell'impiegato e la cornetta del telefono ci sono 20 centimetri, per cui se E' SEDUTO AL SUO POSTO, ti risponde in due secondi!! E SE NON RISPONDE, NON E' SEDUTO AL SUO POSTO!! e non c'è squillo prolungato (immaginate lo stia dicendo con singhiozzo disperato da consumata Eleonora Duse)  che possa farlo tornare al suo posto.

Ci sono quindi orrendi momenti caldi della giornata nei quali torme di utenti chiamano colleghi, che per motivi fra i più vari sono impossibilitati a rispondere. Gli utenti, preda della sindrome di cui sopra, fanno squillare, squillare, squillare. E quindi suonerie polifoniche galline sgozzate ouverture del Guglielmo Tell monotone bitonali o tritonali si mischiano fra loro dietro porte aperte o chiuse, magari a chiave, in modo che non si possa manco andare lì e staccare tutto a morsi.

Se a tutto questo aggiungete i cellulari talvolta lasciati sulle scrivanie, alle galline sgozzate di cui sopra aggiungete Nokia tune, pezzi di disco dance anni '80, canzoni di Sanremo, sigle di cartoni animati e di trasmissioni televisive e radiofoniche, e avrete un quadro chiaro della infernale voliera in cui si prova talvolta a produrre qualcosa di buono per la collettività.

Se sembro esaurita, lo sono.
Colonna sonora offerta da Blondie (che uno dei colleghi ha sul telefonino, che ve lo dico a fare)

zp8497586rq

7 risposte a “La voliera infernale”

  1. concordo su tutto, il telefono che mi hanno messo ha delle suonerie orribili (come ben sai) quella in uso è la meno starnazzante….toglimi il dubbio (ovviamente senza fare nomi, ma anche con grugniti e/o imitazioni) chi ha la suoneria di cui al video (il burocratese mi ha infettato il sangue)?….

  2. Io ho scelto uno squillo di sax come suoneria!
    Ida mi fai morire……………………. 😀
    baci

  3. Ci sono mamme che mettono come suoneria il gridolino acuto del loro bimbo.
    E per quanto ami i bambini lo trovo atroce, decisamente urticante e per niente affettivo !

  4. ahemm.. Marco… tu ne sai qualcosa? 😀 😀
    (devo però aggiungere per amore di verità che Marco nella suoneria ha i gorgheggi della sua bimba, che sono teneri e per nulla fastidiosi) <3

I commenti sono chiusi.