La fedeltà non è un valore

Almeno, non per le compagnie di telefonia cellulare.

Vado in un negozio che vende cellulari ed è esclusivista di una compagnia telefonica che non è la mia. Voglio info su un certo tipo di cellulare che vorrei – forse – comprare. Il cellulare c’è, ma costa veramente un po’ troppo. Mentre sono lì che ci penso, la solerte signorina mi individua come “eccone un’altra che lascerà la sua sua compagnia ed entrerà nel radioso mondo della mia” e mi si materializza affianco. La faccio breve: se decido di passare alla compagnia che lei rappresenta, non solo avrei l’agognato apparecchio ad un costo che è meno della metà di quello di mercato, ma accederei a tariffe decisamente più convenienti di quelle che uso attualmente.

Se questa compagnia che non sa chi sono mi fa queste offerte, andiamo a sentire il mio gestore, perbacco. Ci vado. La signorina fotocopia della prima, però, quando afferra la questione, è di gran lunga meno solerte della collega: alza le spalle e dice che non ci sono offerte per chi è già cliente, al massimo possono farmi un finanziamento per l’acquisto del telefono. Se invece fossi abbonata con un altro gestore… conclude con luccichio negli occhi.

Quindi, il fatto che io cliente di quel gestore dal 1997, e abbia lo stesso numero dal 1998, non vale nulla. Lo registro con tristezza , e registro invece con un certo scetticismo il consiglio di un amico, che mi esorta a chiamare il call center del mio gestore e ricattarli, senza mezzi termini, chiedendo loro che offerte mi fanno per l’agognato telefono (e già che ci sono, anche per i costi di gestione) per NON passare alla concorrenza.
Io dico che mi faranno un pernacchio.

Però proverò, vi faccio sapere.