Appunti di viaggio disordinati o della comprensione dell’arte contemporanea

Bologna – Arte Fiera, 28 gennaio

P1000417Certo è un impatto forte, appena entri sei aggredito visivamente da un uomo di materiale plastico alto 3 metri.
Bellissimo.
Ci sono cose che ho adorato e altre che mi hanno lasciato indifferenti, fino a quelle che mi hanno ripugnato. Il tutto rigorosamente senza capirne una mazza. In teoria è tutta roba che potresti comprare e tenere in salotto, se sei un figuo della madonna. Io ad esempio potrei tenerci

P1000425questo, che mi pare mi somigli parecchio e mi risolverebbe il problema della parete vuota dietro al tavolo da pranzo.
Ma sfido chiunque, anche Luca Zingaretti (che il Signore lo abbia sempre in gloria per quel corpo e quella faccia da maschio dominante) e Amanda Sandrelli, vips presenti alla fiera, a tenersi in salotto una roba

P1000427così, che è bellissima e di enorme impatto ma forse meglio figurerebbe in una sede sindacale, di quelle grandi e prestigiose piene di gente che il probelma del lavoro l’ha rusolto da un pezzo, o magari al centro dell’emiciclo di Montecitorio, così, giusto per ricordare dove sta il paese reale e soprattutto che fine fa, mentre loro brindano a champagne e pasteggiano a mortadella cannoli e tutto lo schifo umiliante che siamo stati costretti a subire, come società civile (diciamo così), in questi giorni.
Alla fine, il mio pensiero conclusivo sull’arte contemporanea, dopo il primo giorno di viaggio, è che molte cose avrei potuto farle anche io con le mie manine sante, mentre difficilmente avrei potuto dipingere la Cappella degli Scrovegni, PERO’ dovevo avere l’idea, e non l’ho avuta. Insomma, la tecnica c’è ma è facilmente imitabile con un pò di buona volontà e propensione alla manualità e familiarità con la chimica dei materiali. Quello che mi manca per fare l’artista contemporaneo sono le idee. Ma ci posso lavorare.

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