Sogno / 2

Mi sveglio ed esco sul balcone. Durante la notte il tempo è peggiorato, ma tanto: le nubi e la foschia che si vedevano stando dentro casa, quando esco fuori si rivelano essere una pioggia fredda. Anzi, una pioggia mista a neve, o grandine. I gerani, la malvarosa e le altre piante che ho sul balcone sono sferzate dalla bufera e per buona parte coperte di questa poltiglia nevosa pesante, che le ha gelate, spezzate, semiseccate.

Sono stupita dal brusco cambiamento climatico, dall'inverno arrivato così presto, e sono mortificata: è il secondo anno – penso – che non mi rendo conto per tempo che sta arrivando l'inverno e lascio le piante al gelo. Mentre sto pensando di tagliare via quello che si è gelato e prendere materialmente le fioriere fra le mani per metterle dentro, mi sveglio.
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Abbastanza chiaro, il messaggio, stavolta.

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SA-RC, e stavolta nevica

E poi alla fine dopo 722 al lupo al lupo succede che nessuno ci crede, più, al Sud Italia nella morsa del gelo. I camionisti calabresi si avviano in ciabatte e felpa con bestioni da 20 tonnellate rigorosamente sprovvisti di qualsivoglia mezzo antineve, sicuri che passeranno come sono passati altre 722 volte, e passano invece tre notti a succhiare ghiaccioli tutti intruppati nei dieci chilometri fra Lagonegro e Lauria nella mia beneamata terra patria.

Per chi non avesse mai avuto la vetura di calcare la mia terra natia, informo che quel tratto corre a circa 1.000 metri, è fatto interamente di viadotti, alti fino a 300 metri, e quindi quando nevica (o quando c’è la nebbia) c’è neve sopra sotto a destra a sinistra davanti e dietro, che si accumula grazie all’azione dei venti in 10 minuti – se nevica seriamente – azzerando la visibilità e la possibilità di muoversi.

Se a tutto questo aggiungiamo che la cosiddetta autostrada è fatta di DUE corsie SENZA corsia di emergenza, e che per via dei viadotti è IMPOSSIBILE invertire la marcia, capirete bene che un TIR carico di pere spadone che slitta nella leggera salita e si pone di traverso è più che sufficiente a bloccare l’INTERA carreggiata. A quel punto non passa più nemmeno Nostro Signore Gesù con la slitta di Babbo Natale. Se questo si ripete, su un tratto di dieci chilometri diciamo per due o tre TIR, se ne parla in primavera quando sbocceranno i crochi. Non si può andare avanti non si può tonare indietro, nessun mezzo di salvataggio può arrivare, nè a togliere al neve nè a smuovere i TIR, nè a portare bibite e panini e coperte. Si può arrivare (FORSE) solo A PIEDI.

E voglio esagerare: se per un miracolo un TIR riesce a muoversi e arriva fino all’uscita dell’autostrada, per esempio a Lauria, e magari pensa esco dall’autostrada faccio strade alternative informo che l’uscita di Lauria Sud è composta da un unico curvone in discesa con pendenza del 20%, e capirete che percorrerla con un TIR quando l’asfalto è coperto da 20 cm di puro ghiaccio è una sfida che il propretario delle pere spadone si guarderà bene dall’affrontare, se tiene cara la pellaccia.

E’ inverno, porco giuda

Il titolone sparato da TG1 ieri sera era:

“SUD ITALIA NELLA MORSA DEL GELO” 

Dal momento che godo di un osservatorio privilegiato, ovvero casa mia, per l’appunto situata in quel Sud che secondo la Rai è nella morsa del gelo, vorri descrivervi la situazione atmosferica di ieri.

Freddo (da -1 C° a +2 C°). Quindi non si staccano i nasi, non si gelano i fiumi, non si spaccano i vetri dal gelo, non siamo in Siberia, cazzo, siamo in una normale montagna appenninica a metà del mese di Gennaio, quando non è propriamente lecito aspettarsi mandorli in fiore. Uan sciarpa e via pedalare.

Neve. Una spruzzatina ieri notte, timida, appena sufficiente a far uscire qualche pigro mezzo spargisale per agevolare rientri non impossibili nemmeno sulle più impervie viuzze di montagna. Oggi è TUTTO sciolto, tranne qualche lastrina di ghiaccio sui marciapiedi in tratti all’ombra. Che tutti saggiamente evitano, sempre perchè sono nati in montagna e sanno che mettere il piede su una lastra di ghiaccio può, alle volte, causare scivolate. Non siamo sepolti nella neve, isolati, privi di viveri e corrente elettrica, in attesa del Sanbernardo con la fiaschetta al collo. Gli uffici sono aperti, le scuole pure, della nevicata francamente non se ne è accorto nessuno.

Vento. Assente.

Stamattina c’è il sole. Fateci caso, se potete: dove sono stati segnalati disagi? Sull’Etna (2.000 metri). Sulla Sila (900 metri). A Potenza (860 metri). Non a Taormina, o a Metaponto, o a Sorrento. Mi sono fatta queste pippe molte volte, ma mi chiedo sempre: MA PERCHE’, PERCHE’, E’ COSI’ NECESSARIO PASSARE PER ASSOLUTAMENTE TRAGICO E DRAMMATICO E INUSUALE CIO’ CHE RIENTRA NELLA TOTALE ASSOLUTA NORMALITA’ DI UN INVERNO IN MONTAGNA???? PERCHE’???

Se tanto mi dà tanto, sullo tsunami ha ragione Shel. Non è successo niente e quelle che ci fanno vedere sono immagini di repertorio di un tifone del 2002.