C.V.D.

Ne ero certa.
Una volta sfrondato il discorso da tutti i viaggi in Africa, da D’Alema, dalle ridondanti “marchesegrillità”, una volta eliminati tutti gli “io” inutili,  quello che rimane è la competenza autentica, la lucidità, la passione, l’entusiasmo, la voglia di chiacchierare per ore del proprio lavoro senza annoiare nessuno, poco importa se l’uditorio è fatto di due o di ventidue, se si è in una saletta (più o meno) attrezzata o ai tavolini di un bar.

Possiamo ancora lavorare un pò sull’ascoltare la domanda fino in fondo prima di cominciare a rispondere, ma direi che abbiamo fatto passi da gigante  😀

E quindi la misera scusa “sono fatto così, non si può piacere a tutti” crolla miseramente 😉

Per il resto, Matera riesce ad incantarmi di più ogni volta che la vedo. Non ricordavo che l’alba sui Sassi potesse essere così magica, c’era ancora qualcuna delle luci notturne accese, disegnavano un profilo sul fianco della montagna, e l’altro profilo era disegnato dal cielo, blu notte ancora da una parte, celeste tenue dall’altra, in mezzo tufo e finestre, una sull’altra, l’eterno presepe fuori stagione.

O forse era la compagnia, chi lo sa.
Bisognerebbe riflettere su quanto due giorni di quasi vacanza in posto magicamente in pace con il resto del mondo, silenzioso e antico, possano far ricordare cose che credevo seppellite per sempre. Per esempio come stavamo bene, io e te, come eravamo uno invece che due, come ridevamo per le stesse cose, come eravamo capaci di vedere la stessa alba con gli stessi occhi.

Maledizione.

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