Ministeriali

Roma, sede di struttura tecnica di supporto alle Regioni, interno (non posso aggiungere “giorno” perchè la sala riunioni è in una cripta gotica, nella quale viene insufflato ossigeno con le bombole, e non si percepisce nulla di ciò che accade nel mondo esterno).

E’ presente tutta la consueta carne da Ministero: tailleurini pastello, occhiali, fili di perle, cravatte regimental. Più qualche personaggio extra.

Dirigente con accento tosco – laziale, perennemente seccata da qualcosa, seccatasi come un chiodo con il passare degli anni, capelli bianchi striati di biondo raccolti in una crocchia stile nonna Papera che la fa sembrare decrepita, mentre invece è solo matura.

Dirigente regionale altissima magrissima con caschetto corto finto sbarazzino, un serio problema ormonale, in tutto e per tutto somigliante a Martina Navratilova, e infatti gira voce che sia lesbica. Ogni tanto mi sorride, e mi preoccupo un pò.

Consulente precaria junior. Ha un cognome uguale a quello di un professore universitario che conosco, magari è la figlia, nella mia consueta biancanevaggine le chiedo conferma, e lei fa una faccia tra lo schifato e il perplesso, mormorando: “Preferisco che non mi si colleghi a lui, altrimenti tutti pensano che io sia raccomandata“.
E infatti è raccomandata (excusatio non petita, accusatio manifesta).

Dirigente ministeriale bionda con metodo Stanislavkji incorporato, ogni frase è recitata come se fosse Marta Abba, ivi compresi roteamento occhi, mano portata alla fronte, voce che sale e scende di semitoni dall’urlo al sussurro a seconda del momento. Ovviamente, appena si siede, lei e quella con la crocchia di nonna Papera si saltano alla gola come lupi abruzzesi per il possesso del territorio, dando vita ad un appassionante gallinaio di 10 minuti al quale il resto del tavolo (20 persone circa) assiste impietrito.

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