Piccoli italiani crescono

I 25 allievi del Master che stiamo gestendo sono andati a fare una visita didattica di una settimana in Sicilia. La sistemazione alberghiera prevedeva solo la mezza pensione, quindi i magici 25 sono stati dotati di 60 euro a testa in contanti (10 euro al giorno x 6 giorni) quale anticipo vitto, da spendere come preferivano, con la preghiera di riportarmi pezze giustificative. Ho fatto esempi, per essere chiari: ricevute di ristorante, pizzeria, trattoria, ma anche di rosticceria, tavola calda, al limite autogrill, bar, vineria, churrascaria, insomma fetenti prove di pagamento di roba da mangiare.
L’accordo era che senza pezze giustificative, avrebbero dovuto restituirmi i soldi o tenerli come anticipo per il successivo viaggio d’istruzione.
In questi giorni mi sono stati portate le famose pezze giustificative. A parte le condizioni delle medesime, per lo più scontrini che paiono masticati da uno squalo o conservati nelle scarpe da ginnastica, o completamente stinti, quello che mi ha veramente depresso è stata la somma di piccole furberie per lucrare quei 10 euro in più, piccole furberie così ingenue e così tipicamente italiche da lasciarmi il dubbio di essere state fatte solo per autentica stupidità.
Ho trovato scontrini di tabaccheria (voci sullo scontrino: “tabacchi” e “accessori”, quindi sigarette e accendino, suppongo, o tabacco e cartine, o sigari e preservativi, ma insomma niente che si mangi), biglietti  di ingresso a musei ed acquarium, scontrini per acquisto di cartoline illustrate, scontrini dai quali risultava che la stessa persona aveva fatto due pasti completi lo stesso giorno a distanza di 15 minuti uno dall’altro (e quindi si trattava di due persone diverse o della stessa persona che aveva fatto un pasto e un acquisto di dolciumi o prodotti tipici da portarsi a casa), scontrini per acquisto di 12, 18, 20 cannoli o paste di mandorla (per quanta fame si possa avere, mangiare a pranzo 20 cannoli siciliani è roba da circo americano), scontrini di giorni diversi da quelli della gita, e così via.
Piccole astuzie, ripeto, piccole miserabili furberie, però veramente deprimenti, se fatte da adulti di età media sui 25 anni, non da ragazzini del liceo. E d’altra parte questo è quello che ci insegnano, ogni giorno, i burattini che si agitano in TV, rimasto l’unico vero mezzo educativo a disposizione, no? Che si comincia dallo scontrino, e poi si passa ai fondi aziendali, alle azioni, ai bilanci, ai paradisi fiscali. Tutti sempre più furbi di qualcun altro. Rimpiango, in questi casi, la candida e beata correttezza nordamericana media.

3 risposte a “Piccoli italiani crescono”

  1. Questo tuo post mi ha fatto ritornare alla memoria una notizietta di alcuni anni fa: la rai stava facendo un controllo sulle spese degli inviati che erano esorbitanti, tra le varie ricevute, ce n’erano anche di quelle scritte in arabo. Ne fecero tradurre alcune ed una di queste era un brano del corano! Il giornale che riportava la notizia, con tanto di copia della “ricevuta”, però non ci ha detto chi era il giornalista rai che l’aveva prodotta! Cane non mangia cane?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.