Revenge

Ehhh … quando si esagera, poi arrivano i dolci momenti della rivalsa 

Stamattina apprendo che il mio Kapo, che doveva ieri partecipare ad una riunione nello stesso luogo in cui io partecipavo alla mia, è stato lasciato FUORI DALLA PORTA per circa due ore, se scientemente o per distrazione non si sa, dopodichè fumante di rabbia come un toro con le emorroidi se ne è tornato in ufficio. Questo capita, caro Kapo, quando si continua a perseguire la politica degli “accordi interni”, per cui noi lavoriamo, e gli altri compaiono, perchè così è “opportuno politicamente”! Adesso sa anche lui cosa vuol dire arrivare laggiù, dire chi si è e chi si rappresenta ed essere trattati come la tazza del water: utilissima, anzi indispensabile, però da tenere ben chiusa nel cesso. A questo porta una sistematica politica di deminutio del nostro lavoro, in vista di vantaggi futuri; a questo porta non valorizzare MAI i nostri prodotti, e il non trascurabile particolare che quando si tratta di mettere mano ai neuroni e soprattutto di mettere mano alla tastiera e cominciare a scrivere siamo fra i pochi, nel nostro ristretto ambiente geoprofessionale, a saperlo fare.

La figlia del Kapo, che, nonostante pretenda di lavorare solo 4 ore al giorno, mi ha scippato un lavoro prestigioso e di grande valore professionale, è già in pieno panico organizzativo, e oggi trovo sul mio cellulare – che era spento   –  una telefonata, quasi certamente di S.O.S., arrivatami alle ore 15:22, che ho potuto bellamente ignorare. Il professore universitario che rappresenta l’altra metà del coordinamento è passato davanti alla mia stanza ieri e mi ha chiesto con tono supplichevole se era proprio deciso che io mi disinteressassi di questo progetto. “Ordini superiori” ho replicato con il mio più bel sorriso 

Oggi mi sento un pò Crudelia DeMon!

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