Le Nozze del Secolo / 2

Non c’è niente da fare: dal finestrino del pullman che ci è venuto a prendere in albergo per portarci in chiesa, vedo il padre dello sposo e i compari d’anello in gessato grigio con gardenia all’occhiello che marciano con sopracciglia aggrottate verso la macchina dei vigili urbani, colpevoli di non volerci far arrivare dentro la Cattedrale, e sento invariabilmente la colonna sonora de Le mani sulla città.

Intanto le stringhe dei meravigliosi sandali dorati con tacchi alti comprati con tanto amore mi stanno entrando nella carne lasciando strisce viola. E il matrimonio non è manco ancora cominciato.

Le Nozze del Secolo / 1

Devo leggere in chiesa. Mia cugina mi ha mandato il testo per fax e anche per posta elettronica circa due mesi prima della data fissata con il seguente laconico commento: “Esercitati“.  Anzichè mandarla a cagare, convoco a cena un amico attore di teatro e mi facci dare qualche dritta su pause, intonazione, respirazione. Il testo è quanto di più melenso e sessista si possa immaginare dai tempi, appunto, dell’Antico Testamento.
Una settimana prima del lieto evento mi viene comunicato che la messa di nozze verrà officiata dal Vescovo in persona.
Sogno per una settimana di fila di inciampare sui tacchi alti sui gradini dell’altare e andare giù a pelle d’orso davanti a Sua Eminenza. Mi sveglio tutta sudata e mi faccio tranquillizzare dalla mamma: ho imparato a camminare a un anno e mezzo e a leggere a sei, non dovrei avere problemi.
Nei dieci giorni di ferie che precedono Le Nozze del Secolo leggo il testo circa 200 volte declamandolo a voce alta sulla spiaggia. Vincenzo il bagnino è giustamente perplesso e mi si tiene a distanza.
Poi mi rompo e comincio a fare con mia sorella anche qualche ipotesi alternativa di dichiarazione dal microfono della Chiesa Madre Cattedrale Poco Meno che San Pietro.

Ipotesi a – testare con una schicchera il funziomamento del microfono e cominciare a cantare con voce flautata e roca dall’eccitazione “Happy Birthday to you, happy birthday to you, happy birthday Mister President, Happy birthday to youuuu… EVERYBODY, HAPPY BIRTHDAY!!!!“;

 

Ipotesi b – schiarirmi la voce e poi raccontare la barzelletta del Vescovo e della suora chiusi nel convento una notte di tempesta;

Ipotesi c – arrivare sul pulpito, alzare il pugno sinistro e cantare a squarciagola
“EL PUEBLO!
UNIDO!
JAMAS SERA VENCIDO!”

 

Ipotesi d – leggere il testo sacro calcando fortissimamente la mano sull’accento locale, stile Marlon Brando ne Il Padrino (“Vi farò una proposta che non potrEte rrrifiutare“)

Abbiamo sghignazzato fino a tarda notte su tutte le ipotesi. Nella realtà, ho letto benissimo il testo idiotissimo, con pause, inflessioni e tutto. E non sono manco caduta. E ho fatto perfino le prove della riverenza che bisognava fare davanti a Eminenz prima e dopo la lettura. E sono riuscita perfino a non ridere mentre la facevo. Mia cugina può essere fiera di me.

Io e la cavalletta

Storia di un amore impossibile. 

Lei è entrata a casa mia la sera di Ferragosto e ancora ho da capire come ha fatto perchè va bene che le cavallette saltano, ma io abito al terzo piano. 

Ha tentato di fare colpo su di me saltando per tutta la stanza con un orribile rumore secco (ta-tac, ta-tac) e scambiando per manifestazioni di affetto i miei colpi di scopa e riviste illustrate, poi finalmente ha capito che non l’amavo e si è rifugiata nel ripostiglio.

Dopo tre giorni l’ho scovata sulla tenda del soggiorno, in alto ma dalla parte di dietro, quella che guarda verso il vetro. Allora le ho aperto il balcone e le ho parlato per una mezzoretta, cercando di convincerla a fare il salto che l’avrebbe portata verso la libertà.
Il fatto che fosse immobile mi ha convinto che si era arrampicata fin lì per morire guardando verso l’infinito mondo di fuori, con la luce del sole negli occhi.

Ho abbassato la serranda fino a 30 cm. da terra, lasciando aperto il vetro, nella speranza che seguendo la luce andasse a morire altrove. 

Da due gorni non la vedo più.
Sarà morta? Ma allora dov’è?
Sarà uscita, come speravo?
Ogni tanto mi pare di udire ancora il famigerato ta-tac,  è solo rimpianto d’amore? ad ogni buon conto, la porta della camera da letto la chiudo, quando vado a dormire.

A volte ritornano

Stelvio, di ritorno dalle vacanze, mi riferisce di aver visto il Grande Puffo in un villaggetto calabrese che sotto una tettoia di frasche si accaniva ad un tavolo da ping pong contro un bambino di 9 anni, gridando alla parzialità arbitrale ed al complotto e contando con soddisfazione i punti della vittoria, con modalità del tutto analoghe a quelle di Vittorio De Sica nobile decaduto che si accanisce a scopa contro il figlio del portiere, che ovviamente sa giocare molto meglio di lui.

Il pane e i denti

Certe persone non si rendono conto di quello che hanno per le mani.
Io, con una compagnia così, a Malindi ci sarei andata senza manco fare i bagagli.
Giusto lo spazzolino da denti.
E a fare il Volo dell’Angelo, e in bici sul lago, e in giro su quella bellissima moto, ci andrei pure senza spazzolino.
E a Tetiaroa, magari.

Bah.

Dance remix

Caso mai foste alla fine quasi dei vostri 30 minuti di jogging e nel vostro lettore Mp3 Donna Summer avesse appena cominciato a cantare Hot Stuff e per una sfida con voi stessi decideste di correre fino alla fine della suddetta canzone, sappiate che vi sembrerà non finire MAI e maledirete Donna Summer, i suoi gorgheggi, gli intermezzi disco e tutta la stramaledetta musica fine anni ’70.

E sputando sangue vi fermerete all’ennesimo ritornello.

O forse io ne ho una versione remix, che ne so.

Problem solving

Io: Ciao, mi daresti un CD vuoto, per favore?
La Segretaria del Dipartimento: A che ti serve?
Io: Devo archiviare dei dati e …
SD: Posso darti un floppy
Io: Non va bene, il floppy è troppo piccolo, la roba da archiv…
SD: Te ne do due

Risolto, no?

Se-rie-A! Se-rie-A!

CHI GN’ L’AVIA DI’ (*)

Questa la colossale scritta che campeggia sul frontone dello stadio di calcio della mia città. Infatti, come è universalmente noto, e non può esservi sfuggito, la locale football team è salita dalla serie C2 alla serie C1 battendo il Benevento. La scritta, oscura ai non indigeni, rappresenta un modo di dire comune alla popolazione locale, che esprime stupore misto ad inesprimibile orgoglio per avere NOI – un popolo di agricoltori, sebbene con Mercedes – osato salire nell’empireo della serie C1 (e già ci gira un pò la testa: il Presidente del suddetto football team ha tentato di impedire a BENIGNI di recitare Dante nello stadio perchè in onore della C1 aveva già fatto rifare l’erbetta).
La seconda notizia del giorno è che il nuovo Assessore è stato nominato. Dal momento che nessuno di noi dell’ambiente lo conosce nemmeno per sentito dire, immagino che ancora una volta è stata assicurata a questo Dipartimento una benevola ma ampia incompetenza del suo massimo responsabile.
Il Grande Puffo ha fatto le valigie e siamo tutti ansiosi di incontrare Crimilde in un corridoio per vedere che faccia ha e chi è lo stilista che firma il suo tailleur a lutto. Chiunque sia, l’importante è che si veda bene il culo. Può servire, per le prossime collocazioni.

(*) “chi ce lo doveva dire”, Nd.R.

C’è nessuno?

Se chiudo la porta della mia stanza, dando così il segnale di non voler essere disturbata se non per cose che l’interlocutore giudica importanti, e quindi diverse dal “come stai? tuttappo’?”, il silenzio è totale.
Stelvio non c’è – è all’estero a fare pompa e spreco di latinloverismo – e quindi nessun essere umano con cui parlare.
Il telefono non squilla. Nessuno mi cerca, perchè non ci sono bandi in scadenza.
All’unanimità, la sala caffè è stata trasferita dalla stanza della collega affianco alla mia all’archivio, quindi è assente anche il pipinamento caffettaro di cui ho già raccontato.
Ma c’è ancora vita in questo Dipartimento, o sono rimasta solo io?

Non mi dovevo vedere Jericho, l’altra sera.

Sic transit

Il 30 Maggio è arrivato e con esso, senza proroghe, senza se e senza ma, la scadenza del biennale contratto da Super Dirigente del Grande Puffo. E’ difficile spiegare con quale espressione facciale mia e di Stelvio  è stata accolta la notizia. Fate conto che SOTTO ci fosse la faccia di un tifoso milanista dopo il fischio finale della partita di Champions League ad Atene e SOPRA la faccia di Napolitano quando depone le corone all’Altare della Patria il 2 Novembre.

Ora ci ritroviamo un FF (facente funzioni) che a scanso di equivoci si è messo in ferie pure lui.
Non si muoverà una foglia per un mese almeno.
Che dolore.