Il pane fatto in casa

Non c’è dubbio che il must del momento sia “il pane fatto in casa”.

Dovunque ti volti (radio, tv, giornali) puoi sentire storie di garrule signore che magnificano i vantaggi del pane fatto in casa, svelano misteri, trucchi, tipi di farina sconosciuti ai più.

E’ bellissimo, farsi il pane in casa.
Svegliarsi alle 5 del mattino per impastare il lievito madre, perchè tutte, TUTTE le signore suddette vi guarderanno schifate se per caso chiederete “ma il lievito di birra, quello che si compra in comodi panetti al supermercato? non va bene?”. Farlo lievitare. 
E si son fatte le 7.
Poi si impasta il pane vero e proprio. Si impasta a lungo, se no non viene, con i gesti antichi e sapienti delle nostre bisnonne di campagna, ben rappresentate da Irene Papas nel “Cristo si è fermato a Eboli” di Rosi.
Si impasta molto a lungo, un paio d’ore, diciamo.
Si fanno le palatelle, si lasciano lievitare. 
E si è fatta ora di pranzo.
Mentre il pane lievita, quindi, si scende a comprare il pane, e un etto di crudo, se no non si mangia.
Si fanno le forme, oh! la magia di fare le forme con le proprie mani, come bambini che giocano sulla spiaggia! cinguettano estasiate le signore di cui sopra.
Si fa lievitare ancora, ma è l’ultima volta, eh.
Si inforna.
E’ solo a questo punto che ci si rende conto che il comune forno casalingo non potrà mai contenere le 12 panelle che abbiamo preparato, e quindi si dovranno infornare due per volta. Tempo di cottura di ogni infornata: un’ora circa. Tempo totale di cottura del garrulo meraviglioso pane fatto in casa: 6 ore.
Si è fatto buio.
Per fortuna il pane comprato a pranzo basta anche per la cena, friggiamo velocemente un hamburger e ce lo schiattiamo dentro, e via così. Un velo di maionese, magari. Ma sì.
Sforniamo orgogliose le nostre pagnottelle, lasciamo che si intiepidiscano, invadendo casa di un dimenticato odore di pane fresco, e le assaggiamo. E’ notte fonda.
E domani, si ricomincia!!!!

Fare il pane in casa, un must del momento. Si risparmia e si fa un prodotto che almeno sai che ci metti dentro.
Fare il pane in casa. Una cosa meravigliosa.

Per donne che non c’hanno veramente un cazzo da fare.

7 risposte a “Il pane fatto in casa”

  1. poi via, l’ho fatto pure io, e che il popolo sappia: faceva schifo.
    niente di simile alle deliziose crostine sui pani delle foodbloggher-pro, il mio si è accostato alla busta di pan carré che l’ha guardato e ci ha sputato sopra. e da allora caccio il soldo, e vivo felice.

  2. Macchina per il pane!
    Ci butti dentro gli ingredienti la sera e punti il timer, alle 4 inizia da sola e alle 8 hai il tuo bel blocco di pane fresco fatto in casa.

  3. si ma perchè bloccare l’economia della panificazione?
    a me piace tanto, comprare il pane 🙁

    da “farsi il pane in casa” a “cucirsi i vestiti da sole” è un attimo, signore, vi avverto 😐

  4. Ho regalato a mio figlio una “macchina per il pane” che un improvvido fornitore mi ha regalato, ritenendomi sposato e con nutrita famiglia, ammalgrado le mie numerose spiegazioni (sul tipo del Lattes di camilleriana memoria). La di lui madre ha fatto tutti i tipi di pane, appartenendo esattamente al tipo di donna (donna ?? femmina è più adatto, nell’accezione più dispregiativa del termine) che hai citato: si fa i vestiti da sola, cucina le lasagne a partire dalla farina, eccetera. Matteo ha mangiato pane fatto in casa per due settimane, all’origano, alle olive, integrale, con le noci, con le mandorle, con le più indegne schifezze omeopatiche, salutiste e insapori. Il pane che fa la macchina assomiglia ai cubi di pane tipo kolkotz sovietico, e dopo due ore il sapore è identico. Dopo un’altro pò, si può usare il blocco oramai asciutto al posto di un martello o di un mattone. Matteo ha cominciato a comprarsi i panini di rimacinato di nascosto, dal panificio sotto casa.

    YOB – il pane è pane solo se fatto dal panettiere

  5. non so perchè, Riccardo, ma avevo la certezza che la signora di cui parli fosse salutista e autarchica 😀

    e il riferimento a Lattes è bastato da solo a rischiararmi la giornata 😀 😀

  6. io avevo un po’ fatto la voglia alla macchina del pane, in effetti, ma dopo tutto questo comincio a dubitare di me stessa

  7. non sono una salutista, anzi ! ma la macchina del pane è l’optimum per chi, come me, non uscirebbe mai di casa per far la spesa ! E giuro, sono negata per l’agucchio !

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