Tutte le famiglie felici si somigliano

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo.
(Lev Tolstoj, “Anna Karenina”)

Mentre quella che parla con gli elfi è passata imperterrita alla duplicazione di dvd, io ho passato un mucchio di tempo sottratto per lo più al sonno a discutere on line nel mio forum di varia umanità.
Il tema: l’adozione da parte dei single. 
Dalla discussione viene fuori soprattutto una cosa: che in questo cavolo di Paese siamo fatti per metà di trash velinar-commerciale di vecchi porci e per l’altra metà di Vaticano ben pressato. E che quindi per la libertà di pensiero e/o per quella di critica non resta nessuno spazio. Perchè insomma alla fine di lunghissime pagine di discussione viene fuori che per la maggioranza dei benpensanti di questo laico (ah, ah, ah) paese un’entità adottante può essere composta SOLO da un uomo e una donna, e regolarmente sposati, pure, altrimenti è puro egoismo, e non si fa “l’interesse del minore”.

Io dal basso della mia sinistrorsa e femminile visione della vita credo che chiunque decida di diventare genitore, per quanto “regolare” possa essere la sua situazione,  lo fa per egoismo. Benevolo, positivo, ma pur sempre egoismo. Non ho mai sentito nessuno dire “stiamo provando a fare felice un bambino” ma solo “vorremmo avere un bambino“, che anche semanticamente non ha nulla di diverso dal “vorremmo adottare un bambino“.  Si vuole avere un figlio, punto: per una illusione di eternità, perchè è lo step statisticamente più probabile per una coppia, per avere qualcuno cui lasciare i beni di famiglia, perchè piacciono i bambini, e per mille altri motivi, tutti legittimi, fra i quali “il bene del bambino” mi sembra francamente molto ma molto in fondo alla classifica.
Per non parlare delle coppie che riescono ad avere uno o più figli solo grazie alla inseminazione artificiale.
E ancora: perchè se ho un utero mediamente funzionante posso trombare col primo fesso che incontro per strada, e rimanere – si badi bene – scientemente incinta, e nessuno avrà nulla da dire sull’interesse del minore, anzi, come ragazza madre avrò diritto ad una serie di agevolazioni statali e parastatali?
E ancora: qualcuno ha idea di che inferno possa essere anche una famiglia “normale”?  
E infine: come mai “interesse del minore = coppia formata da uomo + donna” funziona solo in Italia, e non vale invece in altri paesi europei ed extraeuropei che possiamo tranquillamente definire civili senza rischio di smentite? Allora esiste, un concetto di famiglia diverso da quello professato in questo paese di bigotti, non è un valore universale, checchè ne dica il pastore tedesco e la sua gerarchia di repressi.

Ormai per me è tardi.

Ma a questa battaglia non intendo rinunciare.

Piccolo manuale di sopravvivenza per single a dieta

Essere single non è difficile, anche fare la spesa può essere divertente se poi sei disposta a mangiare uova tre volte alla settimana perchè hai incautamente acquistato il pacco da 6. Ma se sei a dieta, e la dieta prevede roba centellinata e misurata, diversa ogni giorno, la faccenda cambia. Dopo diversi imbarazzanti incidenti, fra cui aver ospitato nel frigorifero per alcuni giorni nuove stupefacenti forme di vita, mi sento di consigliare quanto segue:

1. frutta, MAI. La frutta marcisce ad una velocità impressionante, bastano due o tre settimane e non te la ritrovi più (anche perchè è lei che viene a cercare te). La frutta fatela comprare ad una famiglia – quella vostra di origine, per esempio, ma anche quella dei dirimpettai, insomma un nucleo di più di tre persone che abbia maggiori possibilità di smaltimento – e scroccatela impietosamente, una mela alla volta.

2. odori, SOLO CONGELATI. Dotatevi di un mixer anche piccolo e prendete la bella abitudine di comprare sedano, carota, aglio e prezzemolo e tritare tutto suddividendolo poi in bicchierini di carta da schiaffare a -20. Se volete esagerare, preparate già i mix /sedano, carota e cipolla per il risotto, aglio e prezzemolo per lo spaghetto e scrivetelo sui bicchierini (SCC, AP e via farfugliando). Il basilico si può congelare in foglie senza tritarlo. Eviterete sedani coi capelli e cipolle in avanzato stato di decomposizione e farete un figurone cogli ospiti perchè sarete in grado di preparare un risotto in 20 minuti.

3. pane, carne, e qualunque cosa non riusciate a finire subito: CONGELATE senza pietà. Il pane che si vende già tagliato a fette è fantastico: 10 min di forno caldo ed è fragrante come il primo giorno.

4. LOGISTICA DEI PASTI
4.1 – tovaglietta americana, perfetta;
4.2 – foglio di Scottex invece del tovagliolo di stoffa, questo è ovvio. Se siete raffinati epicurei potete comprare tovaglioli di carta, ma assorbono meno;
4.4 – bicchiere? mah, poi bisogna lavarlo, e voi bevete solo acqua. Che siete single a fare se non potete tracannare direttamente dalla bottiglia di plastica da un litro e mezzo? se mi venite a trovare apro un’altra bottiglia per offrirvi da bere, lo giuro;
4.5 – posate: usate le stesse che avete usato per cucinare (anche se spesso cucinare è una parola grossa, quando si è a dieta), evitando inutili sprechi anche di sapone per i piatti
4.6 – piatti: se arrostite  un petto di pollo in padella antiaderente, e dentro la stessa padella ci schiaffate fagolini bolliti, o broccoli, o carciofi, per scaldarli, vale davvero la pena trasferire poi il tutto in un piatto? portate in tavola direttamente la padella. Se il pollo lo avevate preventivamente tagliato a pezzi e cosparso di curry per farlo sapere di qualcosa e per dare al tutto una raffinata parvenza orientale, non correte manco il rischio di graffiare il fondo antiaderente con il coltello.

Mi sto abbrutendo, dite?