Mercoledì (delle ceneri)

La notizia del giorno è che la mamma alla fin fine schiatta di salute. O meglio, la scienza medica non si sa dare spiegazioni per il lento calo della ferritina che aveva portato all’anemia. Lei comunque dopo 10 bottiglioni di ferro in endovena potrebbe sollevare mio padre con un braccio solo, come la nonna di Troisi in un celeberrimo pezzo televisivo che non ho trovato, purtroppo, da nessuna parte.

Anche io me la cavo: l’ennesima specialista di parti intime femminili (questa è giovane, molto carina e ha lo studio nel mio palazzo) giusto oggi ha decretato che almeno a prima vista il mio apparato genitale gode di ottima salute. Aspettiamo solo i risultati di alcuni esami per stappare lo champagne.

Quando sono entrata nella sala d’attesa sono rimasta 5 minuti incantata. Il mio palazzo è composto di soli tre appartamenti uno sull’altro, tutti con la stessa identica pianta. Risultato: mi pareva di stare a casa mia, però con mobili diversi, quadri diversi, come se fossi precipitata in un’altra dimensione, con un effetto straniamento che mi ha subito affascinato. Forse perchè giocavo mentalmente a “scopri le differenze” non ho posto subito attenzione al chiacchiericcio della coppia di giovani che erano in sala d’attesa prima di me. Che dopo un pò ho focalizzato parlare in una lingua che non era  l’italiano. Era un affascinante melodioso linguaggio dell’est europeo, forse ucraino.
Che bell’inizio di un libro per bambini: c’era una volta lo studio di un dottore che in realtà era la porta per il regno delle fate: un posto uguale a casa vostra, ma tutto diverso, e con fate e maghi che stavano lì ad aspettarvi, parlando nella lingua del regno incantato.

Concludo ricordando a tutti voi – par farmi compatire, sia chiaro – che proprio oggi insieme ad alcuni altri martiri ho passato ben 3 ore a discutere con Crimilde del fatto e del da farsi, del uai e del bicauss, del dove stiamo facendo e cosa stiamo anTanTo in questo mondo, inaugurando senza ombra di dubbio una terrificante Quaresima.

La colonna sonora è offerta da Enya. Un pezzo che si accorda bene con l’atmosfera fatata di questo post.
Una trilogia che ho adorato.

 

General Hospital

E giusto per farvi schiattare un pò di invidia, soprattutto se siete affezionate lettrici femmine di questo blog, vi comunico che sono a quota -12 (chili persi) e quindi il mio finora ristretto fan club si sta allargando a vista d’occhio. Non che sia necessariamente un bene, visto che coprende anche alcuni bavosi colleghi del piano di sopra, ma insomma.

E a proposito di vista d’occhio, il sinistro mi brucia e lacrima e ad un esame più approfondito mi pare esserci una specie di graffietto nella parte colorata. Ci manca solo questo, il panico di rimanere cieca. E lunedì prossimo ho il Pap Test e insomma un qualche motivo di essere un pò preoccupata riesco sempre a trovarlo. Un mese fa ho messo gli occhiali perchè ho guidato di notte sull’autostrada e mi sono resa conto che i fari di posizione delle macchine davanti erano sfuocati pallini rossi dei quali non sempre riuscivo a calcolare la distanza. Fanno molto intellettuale ma anche molta tristezza, pur essendo essi occhiali dotati di firma fescion.

Mi spiace per la depressione ansiogena che vi ho comunicato, comunicandovi un bollettino medico del quale giustamente non ve ne strefrega una menga, ma non avevo altro da dire e non voglio che questo blog muoia, anche se la voglia di scrivere è poca.

Insomma sto bene, nonostante

La tonnellata di esami che quello psicopatico del medico curante mi ha prescritto hanno accertato, indovinate un pò?
CHE SCHIATTO DI SALUTEEEEEE!!!

Vabbè, ho il solito problema urogenitale del quale non saprei più come fare a meno ormai, e che mi altera di un tot le analisi della pipì nel vasetto e talvolta mi impedisce di godere appieno delle gioie del sesso, ma che sarà mai? Basterà il solito consulto strapagato dal solito luminare che mi prescriverà il consueto antibiotico che non servirà alla consueta cippa, ma per il resto tra le mie analisi del sangue e quello del disgraziato che hanno sparato in orbita due giorni fa non c’è alcuna differenza.

E quindi è inutile che rompo di coglioni, non ho scompensi ormonali nè tiroidei nè di alcun altro genere noto alla scienza medica, per dimagrire devo solo fare la fame per circa due anni senza fiatare. Che culo, dico io.