Se di tanti capelli ci si può fidare

Non è questione di essere fan.
mobile spywareChe poi, di Lucio Dalla non si è fan.
Si può essere fan di Ligabue, o di Vasco Rossi.
Lucio Dalla è di più, se possibile (scriverò le stesse parole, anzi molto più accorate, per Francesco De Gregori, e per Edoardo Bennato, quando sarà, sappiatelo). Ci vuole poco a rendersi conto che in realtà uno come Dalla è uno sfondo, un tappetino fatto di tanti pezzi su cui hai posato i piedi tutta la vita senza rendertene conto. Non lo sai fino a che non ci pensi, a quante canzoni conosci e a come ti hanno fatto compagnia senza che tu lo sapessi.

Se devo entrare più nello specifico, Dalla mi accende un riflesso istintivo e mi viene in mente la mia migliore amica. “Una storia di catene, bastonate, e chirurgia sperimentale” era una frase in codice, che poteva significare patimenti amorosi ma anche progetti omicidi nei confronti di rivali in amore o presunte tali, perchè si dà il caso che quando è uscito Banana Republic e Come è profondo il mare noi fossimo nella prima adolescenza, vivendo ovviamente senza saperlo una stagione musicalmente felicissima e ignorando che poi sarebbero venuti i Duran Duran, i Subsonica e perfino Gigi D'Alessio. La frase è stata pronunciata molte volte, spesso scherzando, talvolta con accenti di autentica sofferenza, e anche adesso nella cosidetta età adulta basta a far capire come stiamo, una frase e ci siamo dette tutto.

Perchè ha ragione chi dice che ok, sono canzonette. Ma ti rendi conto del loro successo quando tutti o quasi sono capaci di concludere una frase, perchè è la prima cosa che viene in mente. Quando a “Nel centro di Bologna” tutti o quasi sono capaci di aggiungere “non si perde neanche un bambino”, o quando dici “Sposta la bottiglia, lasciami guardare” e tutti o quasi sono capaci di aggiungere “se di tanti capelli ci si può fidare”.

Questa, poi, fra centinaia è la mia preferita. Per un milione di motivi. A cominciare dai tanti capelli.

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