Autostrada, notte

E’ notte, il buio è tiepido, profuma di gelsomini e mi entra a ventate dai finestrini dell’auto spalancati come se mi mancasse l’aria.

Il tachimetro segna 80, poi 95, poi 110, poi 140 poi rallento perchè Ceres + Matusalem non depongono proprio a favore della mia prontezza di riflessi.

Ma non c’è problema, la mezzeria si snoda invitante sotto le ruote, nei – pochi – tratti nei quali i lavori del’A3 sono finalmente finiti c’è tanto di quello spazio che nessuno dei frequentatori abituali ci si raccapezza più, e barcolliamo da una corsia all’altra ebbri di gioia per tutto ‘sto posto. Lo stereo pulsa una gioiosa tammorra salentina, la tengo sparata a così alto volume che secondo me la sentono pure nelle case ai bordi dell’autostrada.

Il profumo della primavera, la modica velocità, la musica andrenalinica, un pò di alcool nelle vene, il buio, il vento.

Per un breve momento, sono quasi felice.