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Debellato definitivamente lo spam su questo blog con l’inserimento del captcha, l’accrocco per il quale se volete commentare mi dovete dimostrare di essere in grado di leggere un x numero di caratteri anche se sono distorti o annebbiati. In parole povere, mi dovete dimostrare che siete essere umani dotati di anche scarsa intelligenza, ma non macchine. Da un giorno all’altro, finito lo spam. Da 35-40 commenti al giorno, a zero. Quasi mi mancano, Jonny3, Appobby e Ajgdtegete e i mille altri, che mi promuovevano filmati di Miley Cyrus nuda, medicinali di ogni genere – soprattutto Viagra ed anfetamine – perfino assicurazioni auto illegali. Adieu.

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La mia vicina di casa presunta anoressica si deve essere ripresa bene, a giudicare dai rumori che sento di tanto in tanto a tarda sera e che testimoniano inequivocabilmente che gode di ottima ed atletica compagnia. Sono contenta per lei. Ogni tanto cucina qualcosa tipo verza o crauti, e le prese d’aria  che ho in cucina portano inevitabilmente l’odore a casa mia.

Le prime volte che ho sentito quell’odore un solo ottimistico pensiero mi ha attraversato la testa: FUGA-DI-GAS. Seguono: panico. Spegnimento della caldaia, chiusura di tutte le chiavi d’arresto, comprese quelle esterne. Areatura dei locali, con conseguente abbassamento della temperatura di tutta la casa a livelli subalpini (la verza, si sa, è piatto invernale). Nottata in bianco (e chi si addormenta? poi non ti svegli più, con conseguente scambio del normale sonno delle tre del mattino – o forse un principio di assideramento, chissà – con i sintomi dell’avvelenamento da monossido di carbonio). Frenetico consulto con tecnico, che invariabilmente veniva il giorno dopo, mi diceva  “Io non sento puzza di gas” invece che “Buongiorno” (e grazie, ho tenuto aperto tutta la notte),  controllava, misurava, mi diceva che era tutto a posto (sottotitolo “E d’altra parte, sei una DONNA, che ne vogliamo sperare?”) e se ne andava. Tutto a posto fino alla successiva cottura di verza. Inutilmente la parte raziocinante di me faceva capolino per ricordarmi che se davvero ci fosse stata fuga di gas, avrei dovuto sentire quell’odore tutti i giorni, non solo una volta ogni tanto. E’ andata così fino a che un giorno, entrando a casa di mia madre, non ho sentito lo stesso identico odore pungente che a me pareva gas, e mia mamma placida quando mi ha visto sbiancare ed arricciare il naso ha detto “Puzza, eh? eh lo so, ma ho fatto la verza bollita per pranzo”.

😐

Da allora, quando la mia vicina fa la verza, non apro più niente, con grande giovamento della mia salute e del microclima di casa. Mi limito a cucinare qualcosa con un odore più gradevole, e più forte. Pollo al curry, per esempio. Mele cotte con la cannella. Zuppa di ceci con cipolla e cumino.

E sono ancora viva.

Colonna sonora patriottica, che ne resti traccia ai posteri che anche questo misero blog SA che ricorrono i 150 dall’Unità d’Italia. Il Maestro Benigni canta a cappella l’inno nazionale. Lacrime a fiumi.