Cambiare

C’è vento, forte, anche stasera. Mi scompiglia i pensieri, mi agita.
La stanza esposta a nord mi costringe a mettere un secondo maglione, mentre sto seduta a digitare sulla tastiera. C’è silenzio, solo il rumore di tasti. E i vetri che tremano e le imposte che sbattono, ma solo ogni tanto.

Ho lavorato praticamente 12 ore filate, non mi è stato concesso di fermarmi nemmeno per mangiare, e sento la stanchezza che mi pesa sugli occhi. Un quadratino di cioccolato fondente mi si scioglie fra lingua e palato. Lo accompagno con un sorso di Zacapa Reserva e cerco di tirare le fila della giornata.

Beh, che ti aspettavi? mi sussurra in un orecchio la parte razionale e spietata di me.
Niente, dice la parte morbida, e calda, quella infantile, che vive di abbracci e carne contro carne, di passione, di calore, di risate, di guance in fiamme per uno sguardo. Le feste personali sono come il Natale, sono feste di famiglia, è meglio autoescludersi per non vivere la ferita di essere esclusi, di sentirsi fuori da un mondo che non ci appartiene.
Ma non è convincente, e l’altra parte lo sa. E ne ride. Manco le bugie sai dire, la canzona.
Quando la smetterai? dice la parte fredda. Non ne hai abbastanza?
Sai come funziona, dice la parte calda. Verrà un giorno che all’improvviso mi renderò conto che è una settimana, che non ho sue notizie, e non me ne sono manco accorta. Quel giorno saprò che mi è passata.

Un altro quadratino di cioccolato, un altro sorso di rhum.
Quel giorno, però, non è ancora arrivato, pensa la parte morbida.

La colonna sonora di stasera è offerta da Giorgia.
“Cambiare” era una canzone di Alex Baroni, il suo compagno, morto nel 2002 a 36 anni in un incidente stradale. Mi commuove sempre vedere come cerca di cantarla al meglio – canzone difficilissima, tra l’altro – senza far percepire troppo il singhiozzo, lo spasimo accorato nascosto fra lo stomaco e la gola.
Fantastica.

 

Amo Natale, io

E alla fine pure questo Natale è andato. Normalmente io vorrei addormentarmi il 22 Dicembre e risvegliarmi direttamente il 7 Gennaio, ma quest’anno è stato diverso. Tanto per cominciare è andato tutto incredibilmente liscio dal punto di vista logistico, niente bufere di neve, nè scioperi aerei, nè blocchi autostradali sui nostri numerosi spostamenti natalizi. Solo un misero overbooking che ha posticipato l’arrivo di mia sorella di 5 ore, facendola passare da Venezia prima di arrivare a Napoli, ma sono bastati un paio di smadonnamenti ad esorcizzare il tutto. Poi quest’anno grazie al provvidenziale trasferimento di 1/3 della mia famiglia allargata al Nord, si è evitata la dolorosa trafila del doppio viaggio Natale – Capodanno.

Mia sorella sta bene, è allegra e serena e sta pensando di comprare casa negli States. Era particolarmente desiderosa di famiglia, quindi ce la siamo goduta in lungo ed in largo e come sempre dopo dieci minuti che era arrivata mi pareva non fosse mai partita. Del resto dieci minuti dopo che è partita sembrava non fosse mai tornata, e il conto torna. Abbiamo fatto due bellissimi alberi di Natale, uno a casa mia (grande), uno a casa dei miei (sconfinato), completi di decorazioni yankee. Ci siamo fatti bellissimi regali, pieni di calore e colore, a prescindere dal valore finanziario. Ci siamo abbuffati di buonissime cose natalizie preparate da mamma e da me, e il risultato finale del match Dieta vs. Natale ha visto vincere il Natale per 1,700 Kg. a 0, che ha inficiato i 10 chili di dimagrimento faticosamente raggiunti il 22 Dicembre.