Mohammed e il parcheggio

Giornata settembrina piena di sole tiepido, che anche attraversare tutto lo sterminato parcheggio dell’Ufficio Pubblico è un piacere. Lo sarà di meno a Febbraio sotto le tormente di neve, immagino, ma carpe diem. Da due giorni nel medesimo sterminato parcheggio si è installato un parcheggiatore abusivo, la cui funzione è assolutamente priva di senso, dal momento che:
1. il parcheggio è talmente sovradimensionato che è impossibile non trovare un posto
2. la probabilità che l’auto venga rubata o sottoposta ad atti vandalici e/o asportazione di pezzi è inferiore alla probabilità che mi facciano Presidente della Regione
3. il parcheggio è assolutamente libero e gratuito, quindi non si vede perchè da oggi debba diventare a pagamento.

Cerco di convincere il giovane immigrato a cambiare aria, sulla base di queste poche semplici verità e lui ammette che indicare ai proprietari delle auto in arrivo il posto dove collocarsi (di qua, di qua, dottò) in un deserto di asfalto è quantomeno bizzarro, ma “non è obbligatorio pagare, si vole, signò, solo si vole“, e negli occhi nerissimi ha una dignità così semplice e disperata che non riesco ad aggiungere altro.

Mentre mi allontano, aggiungo mentalmente alle spese mensili 10 euro per il parcheggiatore.