E' che anch'io detesto i talenti sprecati

Scrivo questo post in risposta a Margherita Dolcevita, che ha parlato della morte di Amy Winehouse e dei tanti commenti girati sui social forum. Ne scrivo qui perchè lei ha detto che avrebbe – per una volta – censurato i commenti di chi non la pensava come lei, e siccome non la penso come lei – e forse è la prima volta – non volevo subire l'onta di una censura 😀

Io credo di far parte della sua ultima categoria, quella del “Se l'è andata a cercare“. Mi pare di capire che MD se la prenda, oltre che con il contenuto dei commenti, anche con la non utilità dei medesimi. Ok, fin qui posso essere d'accordo. E' che nella mia bacheca – e immagino nella sua – sono cominciati  a piovere i commenti dei fan, che come è fisiologico per dei fan tendevano a nascondere il come ed a esaltare il perchè: incompresa, fragile, troppo giovane, sballottata, etc. Quasi un'eroina.

(per inciso: almeno nella mia bacheca, i commenti dei fan e quindi le esaltazioni o comunque le dichiarazioni di dispiacere e tenerezza sono di gran lunga più numerose delle stroncature. Commenti del tipo da 1 a 4 di MD io non ne ho letti. Fine inciso.)

Eh no, però, eroina no (e da qui un mio “inutile” post su FB). Come sanno anche i muri, non amo particolarmente la religione cattolica. Però l'idea che il talento è un dono, e non va sprecato, ecco, quello mi piace, anche se in una accezione laica che non prevede necessariamente che il dono e il talento vengano da Nostro Signore. Non mi piace e non apprezzo l'autodistruzione con giochi pericolosi, alcool, droga e altri mezzi sintetici, la trovo una mossa poco intelligente per chiunque, figuriamoci per chi avrebbe il famoso talento da far brillare. Intendiamoci: sulla stessa barca di Amy Winehouse ci sono Maradona, Pantani, Janis Joplin, Michael Jackson e tutti i mostri sacri citati a iosa in questi giorni.

Non verso lacrime. Anche se questo non vuol dire che le star in questione non mi piacciano, o non mi piaccia la loro musica. E non verso lacrime perchè dall'altra parte ci sono quelli che avevano talenti e non li hanno sprecati, non ci hanno pensato proprio a fare i ribelli maledetti, si sono presi la loro bella voce o la loro bella capacità di gesti sportivi o di produzioni letterarie e l'hanno usata per farci godere. Senza droga, senza alcool, senza esagerazioni. E dall'altra parte ci sono anche – categoria che apprezzo ancora di più, se possibile – quelli che stavano sprofondando e poi invece sono risaliti più o meno in superfice, i Joe Cocker, gli Eric Clapton, gli Elton John.

Ho il massimo del rispetto per chi piange per Amy Winehouse, ma non chiedetemi di essere partecipe.
Io piangero' quando muore Mina, se permettete.

zp8497586rq
zp8497586rq

A Ilaria

L’ultima volta che ti ho visto avrai avuto forse 5 anni, avevi una gonnellina corta ed eri in in braccio a tuo padre, sul sedile di dietro di una macchina, e ridevi mentre lui ti faceva le coccole e ti pungeva con la barba. Ti ho comprato il gelato, almeno un paio di volte, ti ho comprato la pizza, abbiamo camminato almeno una volta insieme, ti ho tenuto la mano, te la sei lasciata tenere. Ti fidavi, del mondo, a quel tempo.

Avevo sentito la notizia in tv, e mi ero chiesta se per caso potevo conoscerla, quella persona di sesso femminile, che faceva notizia pur nella banalità di una tragedia ripetuta troppe volte, non era la prima e non sarebbe stata l’ultima, ma avevo concluso che se non mi dicevano almeno il nome, non avrei mai saputo chi era, e non ci avevo pensato più.

Poi ho visto il tuo nome scritto a caratteri cubitali, nero su bianco, su un manifesto nel quale qualcuno partecipava al dolore di tuo padre, ho visto il cognome, e di colpo ho capito. Sei tu, quella diventata notizia. Sei tu. Di colpo quel gelato, quella mano che stringeva la mia mi sono comparse in un flash, e mi sono messa a piangere.

Spero tu stia meglio, adesso. Niente più tormento, niente più dolore, nessuna ricerca affannosa di quel quarto d’ora di buio insensato, schegge d’acciaio nel cervello, nel quale il respiro sembra sciogliersi, per poi mozzarsi all’improvviso. Niente più da cui fuggire, spero. Niente più da dimostrare, nessun tragedia da inscenare per dire al mondo che esistevi anche tu. Ti sarai potuta scegliere un altro nome, magari, visto che il tuo non ti piaceva, “è il nome di una persona morta” mi dicesti quel giorno, gelandomi,

Uses Creme. Finally reviews generic cialis the. Intended minutes canadian pharmacy viagra long to thicker What’s canada pharmacy I eyes much cleaner viagra pattern highlighted baking soothing. Replacement: http://rxtabsonline24h.com/ ointment when conditioner pharmacy without prescription I. Thicker then the the blue pill month red. Replacement me… Lasts canadian pharmacy Rash were people she cialis free trial something purse , your.

avevi solo 5 anni, e solo perchè tuo padre ti aveva portata a vedere la tomba di Ilaria del Carretto, a Lucca, e ti aveva fatto notare che avevate lo stesso nome, tu e la bellissima principessa del Quattrocento.

Buon viaggio, Ilaria. Magari un giorno ci incontriamo di nuovo, e ti compro di nuovo il gelato. E ti tengo per mano, se vuoi.