Immagino dovrò sopportarne a lungo

di questi meravigliosi dialoghi, che danno un senso alla mia giornata e mi fanno sentire un essere umano realizzato e felice, compreso da chi gli sta vicino.

Io: ‘giorno, Frà (collega di lavoro, NON quello del sms, un altro con cui non ha mai avuto particolare confidenza, ma si vede che le voci girano)
F: uhè (pausa, poi, a freddo) allora, hai mandato definitivamente affanculo gli uomini sposati?
Io: ….. beh, veramente …
F: guarda, è una situazione classica: cinquantenne sposato che prende per il culo ragazze più giovani, ma che vuoi, loro hanno già dato tutto, hanno avuto la loro vita, non lasceranno mai quello che hanno per affrontare qualcosa di diverso, è nmatematico, anche io ho una zia separata che sta con un uomo a sua volta separato ma è diverso, loro hanno figli tutti e due, decidono di vedersi quando ne hanno voglia, (è andato avanti così per una ventina di minuti prima di realizzare che ero diventata cinerea) .. e comunque non è che io ti voglio rompere i coglioni ma non era proprio una storia sostenibile (e giù altri 20 minuti)

Me la sono voluta, immagino. Mai sbandierare la propria felicità per una situazione anche solo di poco fuori dalle righe del consueto e dell’ordinario. Poi la situazione precipita, ed ecco che il normale di turno del cazzo, sensibile come i terroristi di Breslan, ti atterra con discorsi come questi.
Brucia, ragazzi, brucia. Non è colpa mia, ma brucia lo stesso.