Le piace Brahms? …

… e allora si segga e zittisca.

Detesto le nonnette della città bene con i colli di volpe e gli anelli con brillanti che vengono ai concerti di musica classica solo per avere l’occasione di incontrarsi e poter spettegolare fra loro, non solo prima, o dopo il concerto, ma anche e soprattutto durante, causando quel fastidiosissimio bisbiglio alle mie spalle, che invece vorrei solo rilassarmi con Listz e Chopin e Wagner. E ti guardano pure storto se le guardi storto.

Detesto le mamme illuminate che portano i bambini ai concerti di musica classica perchè “devono educarsi alle cose belle fin da piccoli”. I bambini dopo 5 minuti – talvolta anche prima – si rompono le palle e cominciano a alzarsi sedersi, alzarsi, sedersi, fare il dondolo sulla sedia con il sedile a ribalta, chiedere una penna, chiedere una caramella, scartare la caramella, chiedere alla mamma quando finisce, chiedere alla mamma se possono uscire dalla fila, uscire dalla fila facendo alzare tutti, ritornare al loro posto facendo ri-alzare tutti, sedersi, alzarsi, sedersi e così via fino alla fine del concerto (un’ora e quaranta circa). Detesto anche questi bambini, anche se non è tutta colpa loro. Ho cambiato posto, nell’intervallo, per non averla almeno nel mio campo visivo, la piccola rompipalle di turno. Oh, non ha cambiato posto pure lei (con la mamma?). Ma allora ce l’hai con me.

Detesto quelli che arrivano in ritardo e non si rendono contro che su un Notturno chopiniano suonato con passione, sfiorando i tasti, anche chiedere sussurrando “E’ libero quel posto?” e togliersi il cappotto è un rumore molesto.  Detesto quelli che vengono ai concerti con la raucedine e passano tutto il tempo a tossire o scatarrarsi (e ce ne sono, eh, pochi ma ce ne sono, e sono molestissimi).

Meno male che la musica era meravigliosa.