Blues

Blues intenso, stasera.
Volevo uscire per non pensarci, ma alla fine manco quello avevo voglia di fare.
Anche perchè, a chi lo racconto? Nessuno capirebbe, nessuno può farci niente.
E’ colpa mia. Mia che non so raccontarmi e vendermi, che non so piegare le regole, seguire la mia strada. Io seguo sempre quella che mi viene indicata. Però così la stima di me si abbassa, e il circolo diventa vizioso. Con accenti di paranoia: e nessuno mi stima, e nessuno mi vuole bene, e nessuno mi difende, e bla bla bla.

Intanto il tempo passa, e io sono sempre qui, la solerte ragazzina di bottega, senza un posto, senza un ruolo, buona a scrivere in 10 minuti un testo complesso e ragionato (che poi qualcun altro limerà qua e là e leggerà al posto mio). Buona a tappare buchi, a fare quello che le viene chiesto di fare.

E’ colpa mia, lo so, non me lo dite: io che non ho una visione chiara, un obiettivo, e se ce l’avessi non sarei capace di sgomitare per procurarmelo. Che sono ingenua fino alla stupidità, purtroppo senza essere stupida davvero, e quindi magari con un po’ di ritardo ma ci arrivo. E mi accorgo di avere i piedi nel fango, mentre tutti sono già avanti, fuori, via, sopra, lontani.

Blues.

Ad aumentarlo,  la constatazione che non so più come si mettono i video: mi compare una crocetta rossa che non significa niente di buono, o niente del tutto. Giancaaaaaaaaaaarlooo..!?!  perchè?!?
Ok, se avessi potuto mettere un video, stasera, sarebbe stato QUESTO. Accontentatevi del link.

Perfetto per me. Stasera.

September blues

Quando ti romba nelle orecchie il fiume in piena.
Quando fai a te stessa promesse di ascesi che poi non riesci a mantenere, e come Christiane F. dello zoo di Berlino, dopo aver sudato sangue per superare le crisi di astinenza, ed esserci riuscita a prezzo di immani sofferenze, stai meglio, sei quasi fuori, poi dici: “Ma sì, dai, solo uno spadino piccolo, che vuoi che sia?” e dopo 1 giorno sei già a rota peggio di prima.
Quando il mondo perde un pò di colore, ma piano, e il blues è l’unica via di fuga, in tutti i sensi

c’è zio Sugar Fornaciari, che ti capisce, e ti culla. Domani andrà meglio.
E passa di qui, se ti capita.