Resistenza alla cura

La mia vita è un casino. Non c’è una fetente di cosa che quadri con tutto il resto e/o che sia regolare come lo era prima. Il corpo mi si rivolta contro più che mai, adesso siamo ai ritardi strategici nei cicli, strategici nel senso che non ho idea a che cosa siano dovuti, e quindi sospetto la psicosomaticità, che avrebbe in questo caso trovato un modo particolarmente subdolo per farmi capire che non apprezza il mio lavoro terapeutico, un pò come Linda Blair che faceva tremare i muri di fronte alle spruzzate d’acqua santa ne L’Esorcista.

Ma prima di arrivare a questa ardita conclusione, ovviamente, dovrò fare un altro tour medico-ospedaliero.

Che cuglia, come si dice dalle mie parti.

Però è dura

Appena scavalchi un muro, o lo abbatti a testate, o scavi con le unghie un varco per passare, scopri che dietro ce n’è uno più alto.
Lo diceva anche Murphy: “Dietro ogni grana piccola ce n’è una più grande che sta lottando per venire fuori”.

Che palle, però.

E come se non bastasse, il monito tardo cattolico angosciante del guru: “Ricordatevi che non sapete nè il giorno nè l’ora”. Sgrat.

Terapia di gruppo / 1

Stasera, la mia prima esperienza di terapia di gruppo.

Allora.

La propria sofferenza è certamente una sofferenza. Ma ragazzi la sofferenza altrui è veramente terribile. Sono uscita con lo stomaco annodato, anche perchè il problema della Piccola Fiammiferaia è abbastanza simile al mio. Le lacrime mi uscivano da sole inarrestabili, mentre lei singhiozzava e tremava e non ce la faccio, non ce la faccio, ho paura. Sembrava così piccola e giovane e sottile e io, proprio io, sono stata scelta per fare la parte della mamma. Non ce l’ha fatta ad abbracciarmi, non ce l’ha fatta. Potrebbe farcela la prossima volta, però. deve farcela, perchè devo farcela anch’io.

La separazione non è abbandono, è il messaggio di stasera, cercherò di ricordarmelo.