Eccerto

” … quello a Pompei è un pellegrinaggio, quindi a dimensione strettamente spirituale” rileva la sala stampa di Papa Ratzinger per spiegare come mai non è mai stata pronunciata la parola “camorra” nel corso della sua visita pastorale.

Io sono notoriamente un’anticrista e quindi pochissimo esperta della differenza fra pellegrinaggio, visita, ambasceria, consiglio di amministrazione

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e comizio politico (tutte cose nelle quali invece il Santo Padre sembra muoversi molto a suo agio).

Mi sfugge però il motivo per il quale il Vaticano possa occuparsi, usando tutto il suo peso opinionistico, di molti aspetti della vita civile di questo Paese (aborto, fecondazione assistita, risparmio gestito, eutanasia, contraccezione, scuola, lavoro) senza che nessuno abbia il coraggio di protestare, e per una volta che finalmente ci si aspettava che facesse il suo sporco lavoro di ogni giorno, cioè impicciarsi di argomenti che in teoria esulano dal suo compito di pastore di anime, e dire la sua ancora una volta su aspetti di politica interna, ecco che viene fuori che lui si occupa solo dello spirito, e non anche delle bassezze della carne, ovvero della difficile vita di ogni giorno di chi vive a Casal di Principe, a Caserta, in genere in qualunque posto ove vi sia la prevaricazione della malavita organizzata sulla pelle dei cittadini.

Bel colpo, Santità.

La colonna sonora del giorno – meglio parlare d’amore, meglio – è offerta da Edoardo Nicolardi e dalla solita strepitosa Mina.
La vignetta di apertura è di Uber.

Family ties

Un pomeriggio piovoso, e umido.
Sentimenti difficili da raccontare, così stratificati che non è più possibile capire dove finiscono e dove iniziano, sai solo che quello dominante è la tenerezza, e l’istinto di protezione.

Abbiamo lottato, mamma, ancora una volta tutti insieme.
Abbiamo vinto, forse, papà. Ci basta un pò di fortuna, e avremo vinto.
 
Io sono rimasta qui, e mi prendo tutto il bello e anche tutto il brutto di essere qui, le angosce trattenute, le preoccupazioni strette fra i denti, le difficoltà a costruirmi un futuro, va tutto bene ma anche no, la stanchezza che mi prende quando taglio un qualunque traguardo, e il sollievo nel pensare – oggi per la prima volta – che per vivere meglio, alla fine, basta non fare sogni troppo più grandi di me.
 
L’immagine che mi rimane di questo difficile pomeriggio sono due vecchietti un pò curvi, coi capelli bianchi che si allontanano nella penombra a braccetto, ancora una volta insieme contro il mondo, scendendo per la milionesima volta le stesse scale, come nella poesia di Umberto Saba, ancora uniti, ancora insieme contro il mondo, come da quasi 50 anni a questa parte.

Io riesco solo a pregare che campino ancora 200 anni, e bene, più di me, più di tutte i dolori le rinunce le umiliazioni le sofferenze.

E a fine di questa giornata, pure bestemmiare perchè non riesco a inserire nel fottuto blog le strafottute slides è un modo di rilassarsi. Alla fine ci sono riuscita, grazie Giancarlo, anche se non nel modo perfetto che avrei voluto, maledetta me e le mia sete di misurazione con asticelle sempre troppo alte, ma ci sono riuscita.
Ci vuole tanta pazienza, per vincere, vero, papà?

Shel ai funerali del Papa

Shel è tornato dopo tre giorni che non si vedeva e non si capiva che fine avesse fatto.

Oggi ci ha raccontato di aver tentato di entrare in San Pietro dalle fogne attraverso il Tevere, munito di pinne e boccaglio, visto che lui ha un brevetto planetario da sub, di esserci quasi riuscito ma di essere stato bloccato dal reparto antisommossa dei Carabineri. Si è allora rassegnato a fare la fila ed è rimasto in coda per 18, capite, 18 ore, ma alla fine gli è passata vicino Condoleeza che l’ha riconosciuto e gli ha offerto di entrare insieme a lui e George.

Ah, e chiaramente lui faceva parte dei sediari che hanno portato la bara, era proprio quello dietro, l’avevamo riconosciuto?

Ti voglio bene papà

Non sopporto che mio padre debba essere umiliato per il solo fatto di essere, o essere stato, un uomo debole e fragile. Non lo sopporto, però non posso farci niente, e proprio io oggi ho dovuto dargli l’ultima di una lunga serie di bastonate. Sono del tutto impotente di fronte all’umiliazione di mio padre. L’umiliazione di sapere di non essere in grado di poter provvedere alle esigenze della sua famiglia, di dover sempre chiedere, l’umiliazione di avere paura di non essere rispettato.

Te lo voglio dire adesso, perchè non lo so se sono mai riuscita a dirtelo a voce. Io ti adoro, papà. Non mi importa se non hai fatto fortuna, se non sei potente, se non hai mai saputo cavartela di fronte al mondo, se sei stato sistematicamente sconfitto. Sei l’uomo migliore del mondo, e sei l’unico papà che mai vorrei avere in una qualunque vita mi dovessi reincarnare.

Bush e Barbablù

Quando si dice la coerenza.

Bush va in visita ufficiale dal Papa e gli porta la Croce della Libertà, massima onorificenza americana che, a detta del commentatore del TG2, “viene assegnata alle personalità che più si sono distinte in opere di pace”. Ora, che la si assegni al Papa mi va benissimo. Che ad assegnarla sia Bush, mi fa invece molto ridere. E’ come se Barbablù assegnasse le onorificenze per l’amore coniugale.