Very Professional

Ho passato un bel pezzo del pomeriggio di ieri davanti ad un computer. Il mio compito: aprire un menù a tendina, selezionare una voce (sempre la stessa). Ripetere l’operazione per 182 volte per ogni anno di programmazione, e per tutti gli otto anni di programmazione (dal 2007 al 2015).  Totale = 1.456 menù a tendina aperti e richiusi.

Un lavoro di altissimo contenuto concettuale.
Veramente non riesco a capire come si possa pensare fare a meno della mia professionalità, in questo ufficio.

Come minimo, ho diritto a farmi massaggiare le orecchie da zio Ludwig. E poi adoro Lucy che sta lì seduta ad ascoltare, e a struggersi di amore impossibile per Schroeder  🙂

 

Una settimana sotto i migliori auspici

Domani mattina la Baccalajuola aspetta me e Stelvio per “fare il punto della situazione” e “darci qualche nuova sul futuro” (sic). Non so perchè in testa mi compare l’immagine dei gulag russi e di Ivan Denisovic che spacca pietre nel gelo siberiano.

Sto scrivendo come un’invasata, e cancellando con lo stesso ritmo. Penelope sarebbe fiera di me.

Intensi massaggi fisici con oli termali e massicci massaggi dell’ego fanno miracoli, in una domenica mattina di sole. Gli amici, del resto, servono a questo.

Ho ordinato su IBS due biografie di Ludwig van Beethoven, l’unico uomo che vorrei essere. Mi informerò per procurarmi on line anche un suo busto di finto marmo, sarebbe perfetto qui, affianco alla mia scrivania. Per intanto oggi ho sparato a piene casse e finestrini aperti la IX Sinfonia sulla strada che porta al lago, provocando scompiglio fra i villici, fra le folaghe dell’area protetta e fra gli occasionali gitanti.  

La colonna sonora di domani, però, è gentilmente offerta da Carl Orff.