Fenomenologia dell’annuncio immobiliare

Allora:

1. i giornali di annunci non servono, perchè la città è piccola e quindi gli annunci ogni settimana sono in tutto 15, di cui 7 già c’erano la settimana scorsa, 3 hanno già fittato (di questi 3, 1 ha deciso di non fittare più, dichiarazione che mi ci vuole un pò a comprendere fino in fondo: aveva litigato col fidanzato e ha fatto pace? ha deciso anche lei di andare a vivere da sola? era sotto l’influsso del demonio quando ha deciso di mettere l’annuncio?), 3 sono posti in culo al mondo o si percepisce la fregatura lontano un miglio (“appartamento interrato luminosissimo“, oppure “appartamento pluriaccessoriato 20 – VENTI – mq lordi” ditemi voi se è possibile mettere annunci così senza spaccarsi in due dalle risate), 2 li chiami, vai a vadere e la casa non ti piace

2. l’agenzia, nella persona di Helene, simpatica ventenne che faceva sisi con la testa e si limava le unghie mentre le spiegavo le mie esigenze, per farvi capire l’interesse, si è presa i miei dati e poi è sparita in un dignitoso riservato silenzio, come se mai avessi varcato quella soglia

3. resta il passaparola, che dà i primi frutti: lunedì vado a vedere una casa in uan zona vicina ma non troppo, lontana ma non troppo, un palazzo dignitoso, un affitto medio trattabile, 70 mq con cucina. Potrebbe essere l’antro della strega di Biancaneve, ma anche no. La padrona è una ex fidanzata del mio amico Pierre Cosso, che però mi ha suggerito di non rendere nota questa amicizia, anzi di non nominarlo proprio, se non voglio che improvisamente l’affitto si raddoppi.

Cerco sempre casa

Eppure ero convinta che il solo DECIDERE di andare a vivere da sola facesse fioccare sul mio cellulare nella mia casella di posta elettronica e di legno tutta una serie di offerte di case bellissime a prezzi stracciati. E invece no, cazzo, tocca smazzare per trovare un buco decente. E’ giustizia, questa?

Stiamo cercando casa / 2

Atto I – Posillipo
Meraviglioso parco chiuso immerso nel verde. La padrona di casa abita in una villetta a schiera con un giardino dell’Eden. Lei ha oltre 80 anni, e vive sola, ma non l’ammazza nessuno. Ci chiede 20 minuti per “mettersi un pò in ordine” e quando arriviamo è perfettamente truccata, pettinata, ingioiellata. Una vera signora, si concede il lusso di qualche piccolo pettegolezzo su amicizie comuni. La casa che affitta, purtroppo, è la sua cantina, senza luce e umida. Ci spiace molto, sarebbe stata una vice nonna ideale. E anche a lei dispiace. La villetta affianco alla sua è sempre sua, ci illude con la promessa che se si libera (fra qualche mese, dice lei, ma a 80 anni quanto vale “qualche mese?”) ci ricontatta.

Sipario su donna R.

Atto II – Casale di Posillipo
Sono sbalordita. Non mi sarei mai immaginata che potesse esistere un pezzo della peggior Forcella dentro Posillipo. Vicoli sporchi e maleodoranti, polvere e immondizia, gente sguaiata e urlante, seminuda, guardano con sospetto il nostro passaggio. La casa è in pratica un basso con sopraelevazione, il balconcino è con vista su un cortile che ricorda l’ora d’aria delle carceri, il bagno è scrostato, il “completamente arredata” dell’annuncio si riduce a un tavolo, un letto, un lavello appoggiato in un angolo. Il tutto per la modica cifra di 1.200 euro mensili, “trattabili”. Meu Deus.

Sipario sulla gentildonna di Casale di Posillipo.

Atto III – Lucrino
L’annuncio è di quelli ghiottissimi. La villetta è veramente tale, il terrazzo è ampio e magnifico, il mare si vede davvero, la casa è veramente completamente ristrutturata, è forse anche più grande di quello che ci servirebbe. Il prezzo è 500 euro mensili. Quando stiamo già per abbracciare il proprietario, viene fuori l’imprevisto hitchkockiano: i redattori del giornale hanno capito male, il prezzo non è 500, ma 1.500 euro mensili.

Sipario (desolato) sul signor P.

Atto IV – Arco Felice
E’ una domenica mattina di sole. Ci apre la porta un simpatico signore sulla quarantina con gli occhiali e con la faccia del professionista. Ci fa strada e solo allora realizzo che la casa che affittano è quella dove lui e la moglie attualmente vivono. Come faccio a spiegare? Sento nascere una sensazione di benessere. Piano piano comincia a piacermi assolutamente tutto di quella casa. Mi sento a casa, ecco. Mi piacciono i proprietari, una coppia con due bambini, sereni e pacifici. Mi dice che se ne va a malincuore, solo perchè la casa è diventata troppo piccola per le loro esigenze, ma ha amato tanto quella casa e io leggo nei suoi occhi che vuole sapere da me se l’amerò con la sua stessa intensità. Cerco di trasmettere il messaggio per via telepatica, ma è inutile, faccio un’enorme fatica a contenere l’entusiasmo. Sono in sintonia con questa casa, sento che la serenità di questa famiglia e la fortuna che trasuda da queste mura ci porteranno fortuna.Anche Lui, che è ingegnere, fa il ristrutturatore d’interni, lo vede. La casa è piena di dettagli, rifiniture, preziosi mobiletti in muratura, angoletti funzionali. I bagni sono ampi e i pezzi nuovi e di ottima qualità. Il balcone guarda il mare, appena velato da qualche antenna TV. C’è la cantina e il posto auto. Il prezzo è abbordabile e trattabile. I vicini sono persone anziane e silenziose. Mi sorprendo a pensare a quali mobili vorrei mettere in questa camera, e in quest’altra. Altro segno del destino: loro non hanno fretta, traslocheranno tra Settembre ed Ottobre, noi gli piaciamo e sono disposti ad aspettare per una nostra risposta.
Da tre giorni disegno la pianta della casa a memoria su tutti i pezzi di carta che mi capitano a tiro.

Sipario su casa D.

(continua. Spero ..)

Stiamo cercando casa

Stiamo cercando casa.

Niente di stratosferico, due camere e servizi. Da circa un mese la colazione della domenica mattina viene fatta religiosamente assisi ai tavolini di un bar vicino casa, ombreggiato e ventilato e che fa ottimi cornetti con la nutella e spremute d’arancia fresche. Si apre Bric-à-Brac (giornale di annunci dell’area partenopea) e si legge ad alta voce, selezionando. Poi si chiama col cellulare, scassando i cabbasisi alla gente di domenica mattina, e si chiede un appuntamento per la giornata. Spesso va bene.

Quello che sempre ci fa ridere è la differenza fra gli annunci e la loro traduzione in italiano, una volta verificata la realtà dei fatti.

PICCOLO PRONTUARIO DEGLI ANNUNCI “FITTASI”

bilivello = soppalco, 1 metro sotto, 1 metro sopra. Perfetto se siete del circo Barnum
in antico borgo = in vicoli fatiscenti e puzzolenti con la gente che butta l’acqua saponata dal balcone
finemente arredata = con 1 tavolo zoppo e 2 sedie (scompagnate)
ingresso indipendente = non sarà necessario scavalcare corpi umani per entrare a casa
pluriaccessoriata = c’è il lavello in cucina
completamente ristrutturata = ho dato una spazzata a terra
terrazzino = balcone
piccolo giardino = 1 mq di sabbia con 1 geranio moribondo
bagno = stanza chiusa dotata di tazza, lavabo, bidet se siete fortunati, doccia se siete superfortunati
wc = solo tazza del cesso, situata nei pressi dell’angolo cottura

(continua … )

Cerco lavoro (un altro)

Da qualche tempo, per motivi personali (vorrei trasferirmi in un’altra città) sto cercando lavoro. Giornali, e soprattutto Internet. Ho dieci anni circa di esperienza nel mio settore, un curriculum obiettivamente sostanzioso, parlucchio due lingue, l’informatica d’ufficio non ha segreti per me.

Eppure, non ho trovato un beneamato tubo, per usare un francesismo (che è appunto una delle due lingue che parlucchio).
Le considerazioni che via via sono venuta elaborando dentro di me su questo tema possono riassumersi come segue:
1. il 90% degli annunci di lavoro cerca venditori, a riprova che i consumi di massa sono in crisi; si va dall’onesto “cercasi rappresentante monomandatario” al subdolo “sales manager” che fa intravvedere scrivanie luccicanti, ficus benjamin e segretarie e invece è sempre un venditore/rappresentante; non mancano nemmeno gli “informatori scientifici del farmaco” (sempre venditori, comunque) e il “responsabile commerciale”, cioè un venditore più esperto.
2. quando ero una neolaureata senza arte nè parte, e il mio curriculum scritto grosso riempiva 3/4 di paginetta, cercavano personale esperto, con almeno 5 anni di esperienza; adesso, un buon 50% delle offerte di lavoro chiede “neolaureati” o “laureati max 25 anni”, il che vuol dire neolaureati, perchè  meno di non essere geni o di aver scelto una facoltà con 18 esami (esiste, fidatevi) sfido chiunque a laurearsi prima dei 24 anni.
Buone possibilità avrei anche se cercassi lavoro come saldatore, tubista, mulettista (?!) e ovviamente se sapessi progettare in uno qualunque dei linguaggi informatici, per lo più ideati da alieni, richiesti dal mercato.
Per la disperazione, sto cominciando a nascondere i titoli, a dimenticare una lingua, a limare gli anni di esperienza; specifico che sono disponibile a contratti atipici (la mia missione), anche part time, a collaborazioni free lance; sto cominciando a cercare non solo nella categoria “risorse umane” che sarebbe di mia pertinenza, ma anche in quella “organizzazione” e credevo di avere toccato il fondo quando ho risposto ad un annuncio per una “segretaria di direzione”.
Mi sbagliavo. Il fondo l’ho toccato quando non mi hanno risposto. Il SuperEnalotto comincia a sembrarmi una prospettiva più fattibile, e statisticamente più probabile.
Intanto oggi la temperatura è salita a 33 gradi, e anche nella mia di solito fresca stanza si boccheggia, e se si considerano le mie eroiche risposte dell’altro ieri, manco mi posso lamentare.  Così imparo a fare l’eroina.