Interpellato zio Sigmund

E non mi dite che non significa niente.

Un gruppo ENORME di persone prova una sorta di spettacolo, nel quale l’attrazione principale sembra essere un coro, formato appunto da tutte quelle persone. E da me.

Quand’ecco che all’improvviso FABRIZIO DE ANDRE’ in persona – proprio lui, la sua faccia lunga e piagata, il suo bellissimo ciuffo, la sua inconfondibile voce – mi viene vicino, mi indica con un dito, e mi dice: “Ah ecco! Tu! proprio tu! Tu devi fare qualcosa da sola, sei brava, pensa a qualcosa da fare” e io penso: leggere una poesia? un monologo teatrale? se Fabrizio dice che posso farcela, POSSO FARCELA, eh!

Poi mi sono svegliata.

Tutte le facili interpretazioni che hanno a che fare con “uscire fuori dal coro” e “essere amata/stimata da chi ami/stimi” le ho già fatte. Se ve ne vengono altre, lo spazio commenti è a vostra disposizione.

La colonna sonora è decisamente inevitabile.  Grazie di essere venuto a trovarmi, Faber.

 

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