Domenica sera

E’ sempre così: quando la salita finisce, dietro la curva, comincia una nuova curva, nell’altra direzione, ma pur sempre in salita.  E come dice il terzo corollario di Murphy sulla Sfiga, “Dietro un problema grande ce n’è uno più piccolo che sta lottando per venire fuori”.

Vi aggiorno sulla questione rinnovo contratto. Non ci sarà, questa è la novità. La fulgida Amministrazione per la quale lavoriamo ha pensato intensamente a noi ed ha partorito dopo mesi – MESI – di elucubrazioni un disegno di legge per la stabilizzazione dei precari, che comunque non ci riguarda. E non ci interessa, vi dirò. In subordine, un contratto di consulenti per accedere al quale bisogna rifare un concorso. E se non proprio un terno, è un ambo al lotto, comunque, perchè le incognite sono tante.

Come sempre.

Entrare nelle stanze dei bottoni brandendo un’ascia e spaccare tutto sembra all’improvviso una possibilità, per ottenere qualcosa di più.

Update:

ora che ci penso, ieri non ho passato la giornata solo a commiserare il mio destino professionale. Ho fatto anche altro. Per esempio, ho cambiato una tavoletta del water a casa dei miei genitori: smontata la vecchia, montata la nuova, con annesso sdraiamento stile meccanico sotto la tazza. Ora, è vero che io adoro i lavori manuali, ma non vorrei che fra le due cose che mi hanno tenuta impegnata ci fosse una stretta correlazione.

Una risposta a “Domenica sera”

  1. bella la metafora della bici!! noi che amiamo la bici sappiamo che non c’è da spaventarsi della salita, se ti sei ben allenato.
    In verità quelli che mi fanno più inc….are sono i dopati!!!! con loro non si carebbe più competizione.
    Ma in un mondo di finzione, chi vuoi che faccia caso ad un pò di doping…..

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