Del perchè non amo più di tanto i bambini

(almeno, finchè non avrò i miei)

L’amorevole frugoletto biondo accompagna la sua mamma in visita a casa mia.
Nemmeno il tempo di togliergli l’amorevole cappottino e lui, silenzioso, deciso ed efficiente come un killer, si avvicina al mio presepe peruviano e stacca con un solo colpo bue e asinello, buttandoli sotto al divano.
Mentre io sbuffo a 4 zampe per recuperarli, già meditando di arrossargli le amorevoli guancine a forza di ceffoni, la mamma con inflessibile severità bisbiglia ridacchiando: “Ma che fai, stupidino! Non si fa!

Evidentemente colpito da tanto rimprovero, il piccolo delinquente, dopo aver disdegnato i cubi di legno che avevo preparato apposta per lui, riesce, nel giro di 10 minuti, a:

– staccare 4 delle 5 foglie di una pianta grassa che ho sul tavolino e farle a pezzi;
– usare i sassi che ho in una ciotola sullo stesso tavolino per fare il tiro a segno contro lo schermo del televisore;
– ingozzarsi di cioccolatini che gli ho fornito sperando che ci si strozzi o in subordine che abbia almeno le mani impegnate per 10 secondi.

Il tutto mentre la mamma fa finta di nulla e conversa pacificamente con me che non la ascolto, impegnata come sono a cercare di prevedere le mire del killer e spostare, alzare, parare sassi, recuperare carte di cioccolatini e oggetti d’arredo scaraventati per ogni dove.
E pensare che avevo insistito io perchè venisse a trovarmi con l’amorevole piccino.

2 risposte a “Del perchè non amo più di tanto i bambini”

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