Family ties, ancora

Nessuno ci crede e io mi vergogno pure a dirlo, ma io ho un problema, Che esemplifico con la seguente descrizione.

Lascio mia mamma in macchina  a fare l’ostaggio in doppia fila mentre io vado in erboristeria a comprare la tisana svizzera. Sapete benissimo a che serve, quindi non fate quella faccia. L’erboristeria dalla quale mi servo io è una delle più sfigate della terra, dentro non ci ho mai trovato nessun altro cliente e anzi sospetto di essere l’unica. Corollario positivo: mi sbrigo in tre minuti netti.

In quei tre minuti, mia mamma ha avuto il tempo di:
1. aprire i cassettini della MIA macchina
2. scovare la cartellina con gli esami medici
3. leggerla con calma foglio per foglio arrivando alla fine alla carta intestata con le prescrizioni del ginecologo

Quando risalgo in macchina lei ha la faccia della mamma di Bambi un attimo prima che le sparassero, e parte il pistolotto dal titolo “Tu non mi dici mai niente” che ha contenuto variabile ma un ritornello fisso “mamma e figlia dovrebbero raccontarsi tutto” e parte dal ritrovamento oggettivo in questione per approdare, svariati minuti dopo, agli archetipi freudiani del complesso di Edipo e alla rovina universale del mondo. In mezzo, c’è sempre il refrain patetico “Ti ha fatto male? Ma come, sei stata male e non mi hai detto niente, potevo accompagnarti”. Il tutto si conclude con un secondo più attento esame della carta intestata, richiesta di referenze del ginecologo, e visto che il mentecatto in un soprassalto di precisione professionale ha scritto sulla prescrizione: “rifare controllo fra due mesi”, ecco che mammina si fa i conti e stavolta ben decisa a non farsi sfuggire l’occasione di tenermi la manina mentre mi infilano uno speculum, chiude il discorso con al seguente minaccia: “Al controllo ti accompagno io”.

Piccolo dettaglio che forse aiuta a comprendere la serietà del problema: io ho quasi 40 anni.

Per i motivi testè esemplificati, ho dovuto cambiare l’indirizzo al quale ricevere l’estratto conto della mia banca (mia mamma lo leggeva e faceva i conti di quanti soldi avessi speso nel trimestre e come e perchè), ho dato numero e indirizzo dell’ufficio a cui farmi spedire le suddette analisi (mio padre una volta le andò a ritirare per me, poi le fece vedere ad un suo amico medico per un parere prima di farle leggere a me), e i fiori dei miei numerosi amanti (i miei, che ve lo dico a fare, leggevano i bigliettini d’amore allegati).

Lo so. Non sono pazzi. Mi vogliono solo troppo bene. Ma troppo, davvero.

4 risposte a “Family ties, ancora”

  1. Fino a non troppo tempo fa era così anche con la mia. Ma le ho fatto diventare i capelli verdi a urla troppe volte ormai…

    La cosa paradossale è che l’unico modo per schiodarti i genitori di dosso è trattarli malissimo, anche se non vorresti, perchè loro poi si prendono paura che li abbandoni e non ti dicono più nulla…

  2. Sorellina, ma come ti salta in mente di lasciare doc privati in un qualsiasi posto che non sia sotto il tuo diretto e costante controllo ??? Che sia la TUA macchina non vale una cippa, che tu abbia quasi 40 anni (ahhhhhhhhhhhhh: BUGIA ne hai MOLTI MOLTI MOLTI DI MENO) che in ogni caso non dimostri vale anche meno di una cippa. I genitori non si scelgono, ma si sopportano e poi quando si è “più grandi”, a volte, si perdonano. A volte no.

  3. Mia madre ha passato tutta la vita a rimettermi a posto la stanza compresi i relativi cassetti… fortuna che la volta che ci ha trovato dentro il pachistano non sapesse cosa fosse e l’ha buttato….

    Faber (sempre lu’)

    P.S. in età adolescenziale tenvo un diario personale e SEGRETO che lei si è letta da cima a fondo….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.