C’è qualcosa che non va

Ecco, oggi ho qualcosa da scrivere.

Sono reduce da una discussione con mia madre e non vi annoio con i dettagli, quello che mi resta dentro sono due stati d’animo che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro, però inquietano (nel senso che sono inquietanti) entrambi:

1. la mia non è una mamma complice, e meno che mai una mamma rifugio. Quando ho un problema personale devo stare bene attenta a tenerlo nascosto, perchè lei non si sognerebbe mai di aiutarmi a risolverlo, o di consolarmi, ma si torturerebbe soltanto, trovando sempre un modo per fare ricadere su di me la colpa del mio problema, e aggiungendo al problema un problema minore, cioè tirare su lei di morale. Quindi, non ho potuto raccontarle nulla dei difficilissimi dieci mesi passati ad aspettare che finisse un ricatto, non posso raccontarle nulla dei miei dubbi attuali sulla mia situazione e personale e di coppia.

2. ovviamente, mia mamma ha ragione. Anche se non le dico nulla, lei percepisce in maniera quasi paranormale (se no che mamma sarebbe) quello che mi tormenta e me lo spiattella crudamente davanti, costringendomi, per via del punto 1., a negare decisamente pure l’evidenza. E intorcinandomi gli intestini, perchè il subconscio non è fesso e sa perfettamente che quello che ho negato è esattamente quello che penso anche io.

E quello che mi tormenta è che da un pò ci siamo fermati, io e lui, intendo. Non c’è più costruzione, non c’è più guardare avanti, non c’è più progettazione. Solo un insieme di abitudini e frasi ripetute delle quali comincio a stancarmi, oltretutto sto diventando ossessiva, mi sembra di dire sempre le stesse cose ad un muro di gomma che mi rimanda sempre ad un dopo difficilmente quantificabile. Ormai guadagno abbastanza da poter fare alcune delle cose che ho in testa da sola, però che delusione, ragazzi. E poi ci sono altre cose che non posso fare da sola, e lui non vuole fare, non so perchè.

Mi ritrovo a sospettare che lui voglia vivere per sempre così, un piede in due scarpe, nulla di definito e di definitivo. Che voglia rimanere a questo stadio superficiale – che dura da anni, ormai – fatto solo di regali costosi, cenare fuori, fine settimana stratosferici, l’ebbrezza della trasgressione. Mi tornano in mente alcuni dettagli della nostra storia, e sono costretta ad ammettere che se non ci fossero stati un paio di eventi traumatici, per lo più riconducibili all’essere stati scoperti insieme, non saremmo nemmeno a questo punto al quale siamo ora.

Mi rendo conto che c’è una sorta di pudore da parte sua nell’affrontare determinati argomenti con persone che fanno parte di un’altra vita, nella quale io non sono riuscita finora nemmeno a spiare dal buco dal buco della serratura. Io non esisto, per quell’altra vita. Però anche per me non è stato facile fare accettare la situazione ai miei genitori, che saranno le persone più aperte del mondo ma speravano come tutti i genitori che io mi fidanzassi con  Alberto di Monaco o un suo succedaneo, coetaneo e libero. Mi rendo conto anche che con ogni probabilità entrare in quell’altra vita sarà per me fonte di nuove e dolorose e cocenti umiliazioni, o comunque dispiaceri, ma questo fa parte del gioco e penso di poterlo affrontare.

Rimanere nel limbo, no.

Una risposta a “C’è qualcosa che non va”

  1. Ti becco sempre a fare surf, con ogni tempo. Io, invece , è da quel dì che ho appeso la tavola al chiodo. 😉 P

    PS: il momento più difficile è quando il chiodo entra nella tavola!

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