National Bank

Nel Luglio scorso, mia sorella chiuse un conto corrente italiano che non gli serviva più, purgandosi circa 100 euro di non meglio identificate spese di chiusura conto e di deposito cauzionale (?), con la promessa che fatti tutti i conti, il residuo le sarebbe stato restituito.
Infatti tre giorni fa arriva a casa nostra una bella busta con tanto di intestazione della banca, contenente un assegno circolare non traferibile del folle importo di euro 21 e 10 centesimi, intestato a lei. Lei però è ripartita per gli States. A parziale sconto di mostruosi debiti dalla germana contratti con la sottoscritta, mi scrive magnanimamente che posso incassarlo io (quando si dice la generosità :))

Per puro caso sono correntista di Banca Intesa, il simpatico covo di sbadati che ha prestato qualche euro al povero Calisto e in cambio gli ha chiesto di comprare una fabbrica di latte rancido pagandola come se producesse pepite d’oro. Investimentucci avventati, nulla di più. Entro in banca, mi avvicino allo sportello. Lo sportellista mi conosce da anni, la città è piccola e la via dello struscio domenicale è una sola. Gli spiego la situazione. Lui prende l’assegno, lo guarda controluce, lo gira, e constata la mancanza della firma di traenza, che, lo ammetto, ho dimenticato di falsificare. Mi guarda perplesso.
“Ehmmm … in effeti non posso… manca la firma …”.
Gli sto già riprendendo di mano l’assegno per falsificarla davanti a lui, ma mi blocca con una luce di terrore negli occhi, come se mi avesse colto nell’atto di tirare fuori la pistola.
“Vai dal Direttore”.
Non ho fretta, quindi anzichè mettergli davanti l’assegno e sibilare “Ma incassa st’assegno, demente, non lo vedi di quanto è?” vado dal Direttore. Che ripete la pantomima: davanti, dietro, controluce, poi si fa ripetere tutta la lacrimevole storia della giovane emigrante.
“Eh no mi spiace. Ci voleva almeno la firma” (che ci vuole? la metto adesso).  Ma il Direttore mi ha già praticamente messo alla porta, sottraendomi nel contempo il portapenne per paura che possa mettere mano ad un qualunque strumento scrittorio e fare l’orrenda falsificazione davanti ai suoi vergini occhi.
Ormai della sorella all’estero ho già raccontato a tutta la banca. Non posso uscire, e tornare dopo un secondo (il tempo di far richiudere i tornelli) sventolando trionfalmente l’assegno regolarmente girato. Non mi resta che chinare il capo ed accettare la sconfitta.

Ora.
Le regole sono regole, e siamo tutti d’accordo. Quei 21 euro potevano essere gli ultimi spiccioli che mia sorella aveva a disposizione per sopravvivere, e io potevo averlo rubato, quell’assegno. Però perchè ho la sensazione che non sempre gli istituti bancari siano così rigidi, nel rispetto delle regole formali? Quanto firme avranno falsificato Calisto & C., per arrivare a tanto? Quanti assegni circolari non trasferibili da 21 milioni, e non da 21 euro, saranno passati per Banca Intesa?
Consegno l’assegno a mio padre, con firma sororale da me genialmente vergata, e lui lo incassa nella sua banca.
Che bello, siamo tutti più ricchi.
 

5 risposte a “National Bank”

  1. Ti racconto la mia. Allora mio padre muore e io chiudo l’abbonamento omnitel producendo tonnelloni di documentazione,cartelle cliniche ecc. ecc. A conguaglio di quanto c’era sul suo telefonino, meno caparre varie e moltiplicato tutto per la radice quadrata del numero di scarpe della zia del sindaco, mi spediscono un assegno di euri 3 e spicci NON TRASFERIBILE! Dico, ma siete rincoglioniti? Non l’ho riscosso, perchè sai nel nero della situazione uno pensa di avere di peggio di cui preoccuparsi, oggi ti dico che ci perderei una giornata di lavoro pure di non lasciarglieli questi spicci!!! Un bacio, DDA

  2. Le possibili soluzioni:
    a) non incassi l’assegno; b) lo incassi falsificando la firma di tuo padre con il rischio che ti arrestino per aver messo la firma di una persona defunta; c) dai fuoco alla Omnitel usando l’assegno come esca 🙂

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