Non ne posso piùùùùù

Non so, uno squilibrio ormonale, una congiunzione astrale negativa, uno ZOT partito dalle Alpi che ha deciso di scaricarsi sulle fertili (??) montagne meridionali, certo è che oggi il mondo sembra essersi messo d’accordo per farmi venire i nervi.

Il mio uomo mi ha trionfalmente annunciato che l’ipotesi di non passare le vacanze insieme è diventata certezza. Per una serie di motivi che non vi sto a dire, questa lampante verità non può essere resa nota al grande pubblico, quindi mi tocca FARE FINTA di partire con lui, in realtà organizzandomi la vacanza da sola, sfoggiando una gioia di vivere falsa come una banconota da 25 euro.  Tempo fa un’amica mi aveva invitato ad andare da lei in Scozia. Cerco di capire che aereo potrei prendere e scopro che sarebbe più facile arrivare in Papuasia in monopattino che da Napoli ad Edimburgo in aereo; per soprappiù l’amica è irreperibile a tutti i suoi numeri da stamattina, segno che giudico sommamente negativo per una possibile ospitalità. Comincio ad accarezzare l’ipotesi di una pensioncina familiare nelle isole del Golfo di Napoli, e lancio lì senza convinzione un paio di prenotazioni on line. Mi richiama l’uomo tutto contento e mi dice che mi ha trovato posto su un aereo per Edimburgo che parte da ROMA. Però bisogna confermare entro domani.  Comincio a gonfiarmi e a diventare bordeaux, soffiando fumo dalle narici  come il toro dei cartoni animati. NON HO VOGLIA di confermare domani un volo, senza sapere se B. può ospitarmi, e senza sapere se ho veramente voglia di andare in Scozia. E ammesso anche che riesca a parlare con B., NON HO VOGLIA di elemosinare un invito che non mi è stato rinnovato nell’ultimo mese! Lui “sarebbe molto più tranquillo a sapermi in Scozia con B.” che da qualunque altra parte da sola. Il colore da bordeaux diventa paonazzo, vorrei scoppiare e urlargli che lo so di che ha paura, che incontri un altro con meno pippe familiari da scontare, ma riesco miracolosamente a trattenermi.

Quando chiudo il telefono mi metterei a piangere per la rabbia e la frustrazione.

Il telefono risquilla e un assicuratore che deve farci una fideiussione per un finanziamento pubblico mi dice che ha bisogno di un atto che ha il notaio. Chiamare il notaio e farglielo spedire per fax. Chiamo il notaio e la segretaria mi dice che l’atto non può essere spedito perchè “è troppo lungo, è fronte retro, bisognerebbe fare le fotocopie e poi spedirlo e si perde troppo tempo”. Le faccio notare, tentando di sbriciolare la cornetta, che questo è appunto il suo lavoro, ma la ragazzina è irremovibile. Bisogna andare lì (in centro, ovviamente), prendere il documento e portarlo all’assicuratore. Vado. Quando arrivo lì, l’atto non si trova. Quindi la segretaria NON POTEVA SAPERE quanto era lungo, visto che non l’aveva davanti (infatti, è lungo 4,5 pagine. Tempo di fotocopiatura e spedizione via fax: 3,5 minuti). Ergo, mi ha preso per il culo solo perchè non aveva voglia di lavorare.

La buddista e l’Architetto mi hanno rotto i coglioni oggi con domande, richieste di correzioni,  menate varie e 50.000 dettagli inutili, confondendo i file e stampando i file sbagliati. Un gruppo di collaboratrici esterne con le quali ho perso circa 3 ore di tempo a spiegare come andava fatto il lavoro mi hanno trionfalmente mandato una mail dalla quale si evince che non hanno capito un cazzo, e anche loro hanno fatto confusione fra due file diversi. Mettiti e rispiegagli tutto daccapo, per telefono. Mi ha telefonato stamattina una funzionaria che vuole da me una lettera che doveva volere tre mesi fa, o non volere più, e invece no, la vuole per lunedì. Ho aperto 16 volte un file per lavorarci su, perchè serve per domani, e sono stata interrotta 17 volte. Alla 18°, il pc è andato in blocco, ovviamente. Il Capo chiede alla segretaria di terminare un lavoro che ho iniziato a seguire io; perdo un’ora per poter dare alla segretaria le coordinate giuste. Sono già le 19:31 e non so quando potrò finire.

Per strada mi pareva che tutti mi guardassero, anche con un filo di ammirazione, anche un pò più che un filo, e già il morale mi si stava rialzando quando mi sono accorta che avevo due bottoni della camicetta di cotone thailandese sbottonati, e quindi praticamente giravo in stile pornosoft, con reggiseno Triumph rinforzato in bella vista.

Maiali.

 

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