No panico

Da tre giorni mi pare di avere inghiottito una palla da tennis che mi si è incastrata nell’esofago a sinista, e inghiottire pure la saliva, pure l’aria, è atrocemente doloroso. Il mio medico curante, dal quale ero già stata la settimana scorsa accusando capogiri e sensazioni di svenimento, mi ha prescritto antinfiammatori e antibiotici, che sto diligentemente mandando giù nonostante ODI prendere medicine.
Non mi pare che si sia troppo impressionato, e sì che lui è uno che per una auscultazione che non lo convinceva fino in fondo mi ha mandato a fare un elettrocardiogramma di controllo “così stiamo più tranquilli” (come no, ero andata a farmi prescrivere un’aspirina e mi ritrovo cardiopatica). Per i pseudo svenimenti mi ha suggerito di bere molto, per ripristinare l’equilibrio elettrolitico sfasato dal caldo; per la tonsillite, medicine e “chiudi la finestra di notte e mettiti un pigiama” visto che gli avevo confessato che dormo seminuda e con la finestra aperta sempre per il caldo.
Per la verità quest’anno la salute mi ha aiutato poco, ho avuto una lunga serie di malanni piccoli ma molto fastidiosi, tutti diversi fra loro, tutti per la mia ipocondria variamente preoccupanti. Mi sono fatta una mia teoria: che lo stress – lavorativo, familiare, personale, per una serie di cazzi che non conoscete e per stavolta resterete con la curiosità – abbassi le difese immunitarie, e quindi basti un bacillino minuscolo per fregarmi.
Adesso scusate, vado a inghiottire il pillolone di antibiotico, che come farò a farlo passare dalla gola visto che c’è già la palla da tennis è un mistero, e poi vado a fare i gargarismi col succo di limone, stando attenta che non mi veda mia sorella se no lei si massacra dal ridere, e io per ridere assieme a lei rischio di strangolarmi.
Buonanotte, buona domenica!

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