Correre – il giro della morte

E’ il simpatico ma realistico appellativo che la sottoscritta ha dato al giro completo del lago Pantano, in C.da Tora, Pignola (PZ). Il percorso è lungo esattamente 6 km. e quindi corrispondeva al mio obiettivo

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di ieri. E l’ho fatto, TUTTO!! Mi amo. Considerazioni sparse.

1. scherzi della stanchezza/2: se l’ultimo tratto è un lungo – ma lungo – rettilineo, non alzare lo sguardo, perchè più corri più la meta sembra allontanarsi, invece che avvicinarsi. Meglio concentrarsi sul tratto di asfalto più vicino ai piedi.

2. le salite sono meno pesanti se fatte a piedi che se fatte in bicicletta. Correndo, basta inserire la ridotta, cioè rallentare, fare passi più brevi e concentrarsi sul respiro, e la salita passa. Con meno dolore di quanto si ipotizzasse all’inizio.

3. togliete i bambini di mezzo, cazzo!! (ma pure gli adulti). Le famigliuole a passeggio per far prendere aria al pupo non si sa mai in quale direzione vadano, e travolgerli non è un buon sistema: fa perdere tempo e spezza il fiato. I bambini sono particolarmente insidiosi: il concetto di “tenere la destra” è obiettivamente ostico per loro, e voltarsi indietro per guardare dove sono rimasti mamma / papà / fratellino è un gesto geneticamente inserito nelle loro belle testoline infantili. E se si guarda dietro, non si guarda avanti, e la biciclettina / moto a batteria tende a sbandare e/o a cambiare direzione. Per questo nel primo tratto preferisco in genere la rotabile, invece della pista per i pedoni. Ma a quel punto immagino che anche i ciclisti semiprofessionisti pensino di me quello che io penso dei bambini in biciclettina: ieri un gruppone di Pantani mi ha rasato i peli della parte sinistra del corpo, e ho chiaramente percepito con un exploit di lettura del pensiero la frase “ma perchè non vai sulla pista pedonale, bionda?“. L’unica differenza è che io ho una traiettoria prevedibile: vado sempre dritto. E sto tutta a destra. O tutta a sinistra.

4. giusto perchè siate tutti consci della mia grandezza, posto foto del tragitto. E’ quel sottile filo rosso che gira intorno al lago (bello, vero?). Let you rosik.

3 risposte a “Correre – il giro della morte”

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