Appunti sparsi

Finito il lavoro con le controdeduzioni. Sono soddisfatta del risultato, anche se, parafrasando la Littizzetto, è stato rilassante come togliere i semini di limone dalla macedonia. Ora non ci resta che aspettare.

Ed eccoci, dopo giusto un anno, chiamati  a fare i colloqui per l’AT FESR. Si susseguono voci incontrollate e massimamente ansiogene, ovviamente, alle quali TUTTE io credo come una boccalona, facendo aumentare il tasso di acidità di stomaco e le ore di insonnia (al momento siamo al 60% di ore di sonno rispetto alla media annuale, ma prevedo rapide discese nei prossimi giorni). E naturalmente, ça va sans dire, noi abbiamo aspettato un anno per sapere quando saremmo stati esaminati, loro ci hanno dato due settimane di preavviso. Vabbè. Era dai tempi dell’Università che non studiavo con tanta determinazione. Sono gradite forme multiple di conforto, corni di corallo, riti vodoo, bevande tibetane, buoni per massaggi (meglio di niente), pacche sulle spalle (vostre) solo se siete evidentemente gobbi. Astenersi dolciumi e altre forme di conforto alimentare, ho perso quasi 10 chili e intendo preservarmi almeno fino al 24 dicembre. Poi si vedrà.

Se si ha la pazienza di mettere in fila gli stati postati su Facebook da persone che rivestono incarichi pubblici (europarlamentari, consiglieri regionali, assessori) l’effetto è veramente esilarante. Chiamati a dire la loro in scuratissimi pizzi di mondo, e sulla qualunque: dalla fame nel mondo al bacherozzo delle castagne all’importanza degli scritti di Jaques Maritain nella vita sociale di Sterpito di Sotto al divorzio di Berlusconi. E puntualmente l’argomento del giorno viene trascritto sui social forum, hai visto mai qualcuno se ne volesse dimenticare. Sono certa che a cercare bene si troverebbero interventi sulla rava e poi sulla fava, si all’immigrazione – no all’immigrazione, si agli aiuti per uccidere il bacherozzo – salviamo il bacherozzo, nel giro di sei mesi. E nello stesso luogo.