Notizie del giorno

La notizie del giorno è che sono preda di un attacco di spammer particolarmente prolifici, con i quali lotto ogni mattina dalle 7:00 alle 7:30. Ho fiducia nel sistema giudiziario, come direbbe un qualunque cittadino che non sia il nostro premier.

Rilevo inoltre – ed è veramente una GROSSA soddisfazione – che su circa 600 post scritti dal 2003 ad oggi quello che ha raggranellato il maggior numero di commenti è quello sul provino che ho fatto per partecipare a L’Eredità. Ormai si è costituita una piccola comunità che se ne strafotte della sottoscritta, e parla per i fatti suoi dell’esperienza fatta. Bene, ragazzi, è bello che abbiate trovato casa qui, spero vi troverete bene. Caffè?

Infine, mi pregio comunicarvi che ho perso 4 chili, che mi sono strappata il muscolo altochiappatico sinistro e quindi da una settimana non posso stare seduta, che la situazione lavorativa mia e di Stelvio sta precipitando nel nero gorgo del mobbing e quindi siamo ad un passo dal metterci a fare le fotocopie e preparare i caffè.  Da oggi tocca mettere in funzione il piano C, denominato ”Il secondo tragico Fantozzi”, nel corso del quale si simulerà una perdita totale delle nostre facoltà intellettive e si frapporranno, ai compiti elementari che ci vengono commissionati, obiezioni che non esistono in natura, incidenti di percorso impossibili a verificarsi, stati di salute estremanente cagionevoli che ci impediranno di terminare i pur entusiasmanti compiti che ci vengono affidati.

Ho partecipato sabato scorso ad una serata di cultura giapponese nell’ambito di Bookmark, una bella iniziativa “resuscitata” nella nostra sonnacchiosa città con modalità tutte nuove e, devo dire, molto azzeccate. Tutto perfetto, ho solo due appunti da fare: il costo della porzione di  sushi, astutamente tenuto fuori dal menu, e il concetto che “giapponese” includa tutto ciò che ha gli occhi a mandorla. Solo questo può spiegare la presenza nella serata della esibizione di Chat, la mia meravigliosa massaggiatrice thai. E’ un pò come se ad una serata di cultura italiana avessero fatto ballare il flamenco, ma vabbè.

E infine, in un soprassalto di attenzione, io solo ieri ho realizzato che la “consegna delle case” ai terremotati de L’Aquila “dopo soli 5 mesi dal terremoto”, sul quale non la finiranno mai, per dieci giorni, di frantumarci le balle, riguarda case costruite in  aperta campagna (espropriando altri poveri cristi) e che il centro de L’Aquila è ancora lì, distrutto, silenzioso, vuoto, morto, le pietre ancora fumanti (per così dire).  Voi che il terremoto l’avete vissuto, come me, sulla vostra pelle, fermatevi un attimo a pensare: Via Pretoria un cumulo di macerie (come in effetti era) che resta così PER SEMPRE, con quell’orologio fermo sulle 19:34, e intanto la vita si trasferisce a Pian di Zucchero, a Dragonara, ai Piani del Mattino. L’avreste accettato?  Vi sarebbe piaciuto che fosse venuto uno che senza minimamente consultarvi avesse deciso che era proprio inutile rialzare quelle pietre, “tanto sono vecchie”, e che era tanto meglio l’isola felice e periferica di “Potenza 2″?  Vi sarebbe piaciuto che nei vicoli del centro storico avesse cominciato a crescere l’erba, e ad annidarsi i cani randagi? Vi sarebbe piaciuto essere deportati in campagna, senza averlo chiesto?

Quando la rivoluzione arriverà, chiudetevi in casa.

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