Aggiornamenti di mezza estate

La prima delle molte vie possibili al lavoro futuro si è chiusa. Al bando per l’AT FSE 2007 – 2013 siamo arrivati quarti, con un distacco sonoro dai primi. Immagino ci siano molte motivazioni di ordine politico a questa scelta. Io però non ho potuto non sentirla come una severa bocciatura del mio e dell’altrui lavoro per 5 lunghi anni. Una bocciatura che non mi pareva di meritare, in tutta onestà. Stelvio è in ferie e quindi stamattina è toccato a me andare a sedermi al mio posto come se nulla fosse, pur nella consapevolezza che il mio corpo assume da oggi consistenze diafane di fantasma. E infatti, complice anche l’aria di ferie, sono stata tutta la mattina chiusa nella mia stanza senza che alcuno venisse a disturbarmi, nè di persona, nè telefonicamente. Non c’è ancora il segno degli appestati sulla porta tracciato a lettere nere, ma non ci manca molto.

In compenso, mi sono classificata quinta, su 4 posti disponibili, nella graduatoria dell’assistenza tecnica per i fondi agricoli. Se scorrono la graduatoria, potrei andare ad occuparmi di ruralità. E magari è meglio.

E siamo poi in attesa di sciorinamento delle pratiche per l’assistenza tecnica dei fondi per lo sviluppo industriale, del mega concorsone pubblico, e – udite udite – anche di una proposta di legge per la stabilizzazione dei precari. Nella suddetta legge è stato inserito un articolo 4-bis (inquietantemente somigliante al 41-bis, l’articolo del carcere duro per i mafiosi) che consentirebbe di stabilizzare i precari che hanno già almeno tre anni di contratto negli ultimi cinque, e hanno sostenuto prove selettive per entrare. Siamo in 20, in questa situazione: un numero palesemente troppo ristretto per fare scena, e quindi bocciatissimo dai sindacati. E anche da molti consiglieri regionali, tanto è vero che non si riesce a rintracciare la paternità di questo articoletto spurio.

Beh, sappiatelo: a me di questa stabilizzazione non me ne frega nulla. Mi conosco: tranquillizzata dalle magiche parole “a tempo indeterminato”, a stipendio pressochè dimezzato, scivolerei prestissimo lungo la china del rispetto pedissequo dell’orario e delle mansioni assegnatemi,

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e quindi lungo la china dell’impiegato pubblico che vede il cartellino marcatempo e il giorno 27 del mese come unici regolatori della sua vita lavorativa. Finite le sfide, finiti i progetti sperimentali, finita la rete di contatti professionali, finita la gioia di lavorare, finito tutto quello che esula dalla scrivania e dalla tredicesima a Natale. Io non ho una famiglia da mantenere, devo bastare solo a me stessa: voglio viverlo, il lavoro, non sopravviverlo. Ed è uno dei motivi per i quali mi incazzo quando vengo inserita nel novero dei “precari”: non sono precaria, cazzo, l’ho scelto io, di fare il consulente della Pubblica Amministrazione, e ho anche sudato, per poterlo fare. Basta con questa lagna e basta con l’essere messi nello stesso mazzo degli interinali scelti dall’Assessore di turno. Voglio consulire, ed essere ben pagata per farlo.

Potrei chiudere gli aggiornamenti della settimana raccontando al mondo intero come la gente può essere tanto più tamarra quanto più si dà arie di superiorità intellettuale. Una scoperta non nuova, ma sempre sorprendente. Ma chissenefrega, alla fine: mi limito ad allungare serenamente la lista del club dei marchesi del grillo, e a ripulire gli archivi. Baci a tutti.

Una risposta a “Aggiornamenti di mezza estate”

  1. \"voglio viverlo, il lavoro, non sopravviverlo.\"

    Bella come frase, sintomo di una mentalità che non sempre rende le cose facili.

    Jak

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