Archivio di febbraio 2009

Gli esaquadri di Max

mercoledì 4 febbraio 2009

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I testi purtroppo non si leggono, se non aumentando lo zoom della pagina.
Ma gli esaquadri sono piccoli capolavori innanzitutto per gli occhi (a me la tecnica sembra pazzesca, ma io sono negata anche a fare una O con il bicchiere, come avrebbe detto mio nonno), poi anche per lo spirito: poetici, talvolta malinconici, spesso ironici, sempre con un finale a sopresa.

Una parte della sterminata produzione la trovate QUI, nel blog di Massimo D’Errico.

Memento

martedì 3 febbraio 2009

Un amico che lavora nel mio stesso luogo pubblico mi dice che deve andare, ha “una riunione con il Presidente”.

Fulminea, mi torna alla mente un’altra amica, che mi raccontava di quando Cecilia andava a bussare alla sua porta e le diceva:

“Ci ha chiamato il Presidente.
(pausa)
Andiamo in bagno a metterci il rossetto!!”

Ecco, quest’episodio restituisce intatto, a chi non ha avuto la fortuna di conoscerla, lo spirito di quella donna meravigliosa: quel filo di humour, di civetteria femminile, di complicità, di ironica declinazione del “mainstreamng di genere”, sul quale nessuno ne sapeva più di lei, e perciò poteva scherzarci.

Quanto mi manchi, ragazza.

Una serata da piccola fan

lunedì 2 febbraio 2009

Venerdì 30 Gennaio lo scrittore ex magistrato oggi senatore PD Gianrico Carofiglio presenta a Matera il suo ultimo libro.  Sono diventata groupie dello scrittore suddetto una piovosa domenica d’inverno, che mi ricordo con bizzarra precisione, anche perchè ne avevo riportato traccia QUI.

In tempi non sospetti, dunque. Da quella domenica ho letto tutto quello che Carofiglio ha scritto, e non mi ha mai deluso. Parto con animo lieto, che si stempera subito in incazzamento a palla quando mi rendo conto che la prestigiosa Fondazione che ha organizzato l’incontro, probabilmente non rendendosi conto dell’appeal del Nostro, ha prenotato una saletta da 80 posti. Dentro ci sono circa 100 persone, aggrappate ai muri, e fuori almeno altrettante. Fra cui io. L’ingresso è impossibile, grappoli umani tappano l’unico minuscolo varco alla sala. Peraltro, sotto la spinta unanime di circa 200 polmoni, e in assenza di ricambio d’aria, l’atmosfera è umida al 100%, greve, e non particolarmente gradevole all’olfatto.

Mentre, appoggiata ad un muretto esterno alla sala, digito furiosamente una nota di protesta su FB , ho modo con la coda dell’occhio di apprezzare il richiamo della foresta che una manifestazione di stampo politico esercita sulla più varia umanità. Alcuni dei presenti non hanno nulla a che vedere col PD, che io sappia almeno, e secondo me non hanno veramente la più pallida idea di chi sia Carofiglio. Però faceva fico / faceva gioco esserci.

Potete forse pensare che la muraglia umana mi abbia fermato?
Aspetto che si fluidifichi temporaneamente (succede sempre così, se uno non è veramente interessato dopo un pò si stufa e se ne va), e con un’azione di forza, pestando forse un pò di piedi e dando qualche gomitata nelle costole, entro dentro, infilo il corridoio centrale fra le due file di sedie, lo percorro velocemente e con sguardo truce sotto gli occhi perplessi di Gianrico Carofiglio, che avrà avuto l’impressione che puntassi dritta su di lui per menarlo, poi scarto a sinistra e mi addosso al muro, praticamente a un metro dal tavolo dei relatori. Ahhh.

Mi godo, pur in piedi, il resto della conferenza, il delizioso humour anglobarese dell’ex magistrato, le sue opinioni decise, il suo dichiarato amore per la lingua italiana. Io ho in borsa due dei suoi libri, quelli che ho amato di più. Quando finisce, approfittando della vicinanza al tavolo, riesco a bruciare sullo scatto le molte signore presenti e a sventolargli sotto il naso penna e libri, con un gran sorriso. Ne ricevo in cambio due belle dediche con autografo, e un identico sorriso, che mi godo tutto, pur pressata alle spalle dalla furia delle autografande.

Una bella serata, dopotutto. Medito di cancellare la nota incazzata su FB ma poi penso che un rimprovero fa sempre bene, al PD di Basilicata.