Archivio di dicembre 2008

Cambiare

venerdì 5 dicembre 2008

C’è vento, forte, anche stasera. Mi scompiglia i pensieri, mi agita.
La stanza esposta a nord mi costringe a mettere un secondo maglione, mentre sto seduta a digitare sulla tastiera. C’è silenzio, solo il rumore di tasti. E i vetri che tremano e le imposte che sbattono, ma solo ogni tanto.

Ho lavorato praticamente 12 ore filate, non mi è stato concesso di fermarmi nemmeno per mangiare, e sento la stanchezza che mi pesa sugli occhi. Un quadratino di cioccolato fondente mi si scioglie fra lingua e palato. Lo accompagno con un sorso di Zacapa Reserva e cerco di tirare le fila della giornata.

Beh, che ti aspettavi? mi sussurra in un orecchio la parte razionale e spietata di me.
Niente, dice la parte morbida, e calda, quella infantile, che vive di abbracci e carne contro carne, di passione, di calore, di risate, di guance in fiamme per uno sguardo. Le feste personali sono come il Natale, sono feste di famiglia, è meglio autoescludersi per non vivere la ferita di essere esclusi, di sentirsi fuori da un mondo che non ci appartiene.
Ma non è convincente, e l’altra parte lo sa. E ne ride. Manco le bugie sai dire, la canzona.
Quando la smetterai? dice la parte fredda. Non ne hai abbastanza?
Sai come funziona, dice la parte calda. Verrà un giorno che all’improvviso mi renderò conto che è una settimana, che non ho sue notizie, e non me ne sono manco accorta. Quel giorno saprò che mi è passata.

Un altro quadratino di cioccolato, un altro sorso di rhum.
Quel giorno, però, non è ancora arrivato, pensa la parte morbida.

La colonna sonora di stasera è offerta da Giorgia.
“Cambiare” era una canzone di Alex Baroni, il suo compagno, morto nel 2002 a 36 anni in un incidente stradale. Mi commuove sempre vedere come cerca di cantarla al meglio – canzone difficilissima, tra l’altro – senza far percepire troppo il singhiozzo, lo spasimo accorato nascosto fra lo stomaco e la gola.
Fantastica.

 

Coniglio siamo noi

giovedì 4 dicembre 2008

Ho bisogno di dati per elaborare un documento. Per la precisione, ho bisogno di sapere il numero di allievi che hanno frequentato corsi di formazione finanziati dal FSE tra il 1° Gennaio 2006 e il 30 Novembre 2008. Divisi per Misura. Sembra facile, soprattutto se si considera che abbiamo un apposito sistema informatico che sembra capace di registrare anche le rotazioni delle lune di Giove MA.
E infatti le prime due colleghe a cui lo chiedo mi guardano come se avessi chiesto loro di fare la lap dance lì davanti a tutti.
La terza collega invece non fa una piega e mi dice che ce l’ha lei, il file che mi serve. Me lo invierà per posta elettronica. E infatti.

Quando apro il file, una terrificante sequela di nomi e cognomi, ancorchè divisi per Misura, mi si para davanti agli occhi. Il file tanto agognato contiene non già il numero, bensì proprio GLI ALLIEVI, uno per uno, da conteggiare individualmente. Per fortuna Excel rende l’operazione rapida ed indolore.

Mentre sono lì che conto (solo la Misura III.1.A.2 contiene circa 24.000 nominativi) all’improvviso mi torna in mente ‘U Carcamagnu e comincio a ridere con le lacrime. Ci vorrà mezz’ora e un caffè, per riuscire a ritornare seria.

 

Fotoricetta 1: LA PAELLA

mercoledì 3 dicembre 2008

Esperimento di comunicazione multimediale notturno, per sublimare la voglia di andare lì e fracassargli le dita con una pressa da fonderia.

PAELLA ALLA VALENCIANA
Ingredienti:
- pollo, salsiccia
- carciofi, peperoni, piselli, fagioli
- cozze, frutti di mare, gamberoni
- olio, brodo
- aglio, peperoncino, alloro, zafferano
- riso

Procedimento:
In una paellera o una capace padella soffriggete olio, aglio tritato, alloro e peperoncino. Aggiungete la carne di pollo a pezzi e la salsiccia a rondelle.

Aggiungete le verdure, in ordine di consistenza: prima i peperoni, poi i carciofi, poi i piselli e infine i fagioli. Io uso piselli surgelati e fagioli in scatola, ma se avete pazienza potete usare prodotti freschi, che in questo caso però vanno precotti (bolliti o a vapore). Fate insaporire e coprite con brodo. Aggiungete lo zafferano. Fate cuocere lentamente fino a che il brodo sia quasi completamente asciugato.

  

In una padella a parte con un filo di olio fate tostare il riso per un paio di minuti. Aggiungete il riso nella paellera, mescolate bene, aggiungete un paio di mestoli di acqua o brodo e mettete in forno ben caldo per 15-20 minuti. IMPORTANTE: nella paella, il riso è un ingrediente al pari degli altri, non stiamo facendo un risotto. Quindi, mentre per le quantità di tutto il resto regolatevi come vi pare, nel riso calcolate non più di 30-40 grammi a persona.

Mentre il tutto cuoce in forno, pensiamo al pesce: fate aprire cozze e vongole con un filo d’olio e tenetele in caldo; saltate i gamberi con olio, aglio tritato e, se vi piace, un dito di vino bianco.

   

Quando il riso sarà cotto e tutta la paella avrà fatto anche una sottile crosticina dorata, toglietela dal forno, disponete con garbo sul tutti frutti di mare e gamberi, ripassate un minuto in forno per uniformare il calore, e servite. Da accompagnare con vino bianco secco molto freddo o prosecco.

Una risata ci salverà ….

lunedì 1 dicembre 2008

After a two-year visit to the USA, Michelangelo’s David is returning to Italy . . .   

 

His Proud Sponsors were:

 

                    Â