Sooooono stata al mareeee …. / 2
Nell’estate 2008 il must dell’abbigliamento da spiaggia sono le Crocs, vere o pezzottate, gli orribili ciabattoni di gomma che riescono a trasformare le gambe di qualunque Nina Moric in quelle di Siusy Blady, all’istante. Figuriamoci se si parte già dallo status Siusy Blady, come nel caso della sottoscritta. Ne ho visti di tutti i colori, ma anche zebrati, a fiorelloni, a pois, e – horresco referens – ai piedi di uomini e donne di tutte le età , settantenni comprese. Un voto di sufficienza, per incoraggiamento, solo a quelle minuscole, per bimbi al di sotto dei 5 anni, riciclabili come portachiavi (le ciabatte, non i bimbi).
Due cents di riflessione sociologica dell’acqua calda del giorno 5 Agosto: il sovrappeso sembra essere sempre di più un portato del sottosviluppo culturale, al contrario di quanto avveniva negli anni dell’immediato dopoguerra. Le donne che scendono in spiaggia sono di tutte le taglie, dall’anoressico spinto al semirotolino al rotolone all’armadio a due ante, ma c’è una netta prevalenza del troppo, rispetto al troppo poco. Tra l’altro, il sovrappeso è indipendente dall’età : generalmente le ragazze giovani sono più magre, ma la regola soffre di numerosissime eccezioni. Quasi sempre le più grasse non si esprimono in un italiano intelleggibile, ma solo nell’idioma del luogo ove sono nate (la periferia di Napoli, quella di Bari). E’ un caso? Inoltre, essere bene in carne non trattiene – ma questo l’avevo già notato a Ischia, anni fa – dal seguire la difficile moda del 2008: e quindi vai con i pareo allacciati sotto ombelichi della dimensione di ravioli, vai con i bikini a striscia pericolosamente sul punto di cedere, vai con i gonnellini con le paillettes, con inevitabile effetto circo. Vai, soprattutto, con le zeppe altissime, unica alternativa alle Crocs di cui sopra, con serissima messa a rischio di caviglie e menischi, sulle instabili lastre di cemento della viuzza che conduce al mare.
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Vado a comprare il giornale. Il giornalaio mi confessa che il giorno prima aveva preso 70 copie, 40 gli sono rimaste come reso. In un villaggio composto da 82 camere d’albergo e circa 150 appartamenti, tutti pieni, solo 30 persone hanno comprato il giornale. In compenso, le due giovani signore mie vicine di ombrellone, che non si conoscevano,  in 10 minuti si sono raccontate tutta la loro vita, e siccome non l’hanno fatto a voce bassa, l’hanno raccontata anche a me. Il potere dell’oralità rispetto a quella della stampa.

