Vai mò
domenica 13 luglio 2008Caro Pino,
di puttanate ne hai fatte tante in questi anni. E te le abbiamo pure perdonate, e sai perchè? perchè c’era Vai mò.
E quindi almeno Vai mò, non me lo sapevi lasciare così com’era? Fino ad ora, uno diceva Vai mò e a me veniva in mente l’estate dopo il terremoto, quando passata la paura avevamo una voglia terribile di vivere, e siccome avevamo 15 anni ed ervamo alle prese con le tempeste ormonali, la voglia di vivere era selvaggia. Uno diceva Vai mò e io mi ricordavo il tuo concerto nella mia città , gratis – una volta li facevi, i concerti gratis, ti ricordi? – per i giovani dell’area del cratere, l’odore di erba del prato, la tua voce, la tua musica, la chitarra, quel disco nuovo nuovo che già adoravamo. Forse il primo concerto della mia vita, la magia del buio e delle luci che si accendono, il caldo, gli altri corpi giovani tesi come il mio a non perdere neanche una battuta.
Adesso mi diranno Vai mò, e a me verrà in mente il marchettone di Piazza del Plebiscito, e la presenza di Nino D’Angelo e Gigi D’Alessio. Nel 1981, manco le magliette fuori allo stadio, gli avresti fatto vendere, a Gigi D’Alessio.
E siccome sono tignosa e amo soffrire, mi son andata a cercare il mio vinile, di Vai mò, e mi attacco al muro la copertina. E adesso mi scarico da Emule quei pochi brani del LP che non avevo ancora, me li metto tutti per benino in fila su un CD, e domani me li sparo a tutto volume. Per me, per quei 15 anni, e per te, quando ancora ci sapevi emozionare.
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